ASCOLTA L'ARTICOLO

All’inizio era un’influenza dicevano i più ottimisti, ma da lì a pandemia mondiale il passo è stato decisamente breve. Sono passati due lunghi anni da quando è stato scoperto il Covid-19, che ha stravolto le esistenze di ognuno di noi fino al giorno della scoperta del vaccino. Quante speranze spesso disilluse da contagi che avvenivano nonostante la vaccinazione… Ma, nel tempo, abbiamo imparato a capire che grazie a questa si può evitare di sviluppare sintomi gravi da malattia Covid-19 fino al 95% degli adulti (dai 16 anni in sù).

Giuseppe Arnone di Castelvetrano ha 45 anni ed è stato uno dei primi a vaccinarsi. Lo ha fatto consapevole di proteggere lui e i suoi cari. A metà agosto accusa febbre e subito lo imputa al continuo utilizzo dell’aria condizionata. Decide quindi di fare un tampone rapido che risulterà negativo. Rimane qualche giorno a casa nonostante, comunque, si senta abbastanza tranquillo.

Lui è un fotografo professionista da circa 20 anni. Continua così a lavorare. Alcuni giorni dopo aver effettuato il tampone, un nuovo impegno di lavoro: un matrimonio a cui partecipa ma, qualche giorno dopo, accusa difficoltà a respirare e così decide di recarsi immediatamente in ospedale.

Dopo il controllo della saturazione, ancora fortunatamente sotto controllo, i sanitari lo invitano a tornare a casa e contattare medico di famiglia e quelli dell’USCA. Nel frattempo, ancor prima di effettuare il tampone di riscontro, avverte tutte le persone con cui è stato in contatto.

“Ho voluto però fare subito un altro tampone rapido – racconta Arnone – e stavolta però ha dato esito positivo. Ho contattato il medico di famiglia e soprattutto un pneumologo di fiducia. Da lì hanno iniziato a curare i primi sintomi che nel frattempo erano comparsi, febbre, perdita dell’olfatto e stanchezza”.

Il quadro clinico di Arnone è sempre più compromesso e i medici decidono così di intensificare la terapia per sospetta polmonite, derivata dalla ridotta capacità respiratoria. C’è il rischio concreto che possa essere ricoverato in ospedale.

Nonostante i sintomi da Covid-19 scompaiono nel giro di una settimana, purtroppo la difficoltà respiratoria perdura per altri 10 giorni. Il tampone di verifica da il risultato tanto sperato: negativo al Covid-19. Soltanto dopo Giuseppe Arnone ha potuto fare una TAC che ha confermato la polmonite interstiziale da Covid. A breve si sottoporrà a visita cardiologica per analizzare eventuali danni cardiaci.

Con il tempo Arnone ha recuperato parte della capacità polmonare, grazie alla massiccia dose di farmaci e a quel vaccino che rafforzando il suo sistema immunitario ha scongiurato un epilogo sicuramente fatale. “Mi sono negativizzato dopo circa 15 giorni. La strada verso una completa ripresa è lunga. Dovrò effettuare visite e controlli, ma oggi grazie al vaccino posso raccontare come sconfiggere il Covid. Posso testimoniare quanto insidioso possa essere il virus in soggetti vulnerabili come me, se c’è una ragione per vaccinarsi io l’ho scoperta ammalandomi”, conclude Arnone.

AUTORE.