“Interessare della vicenda la competente Autorità Giudiziaria”. È una delle ipotesi formulata dal sindaco di Castelvetrano, Felice Errante, dopo la lettura di un articolo – pubblicato dal QdS, nei giorni scorsi – sulla violazione della legge 150/2000, che impone di assumere negli uffici stampa giornalisti iscritti all’albo professionale. Il resto è contenuto in una lunga nota scritta di suo pugno.

felice-errante-2014Voglio manifestare tutto il mio rammarico – scrive Errante – per le argomentazioni e le accuse formulate dall’estensore di un articolo in cui si paventa (…) che il mio Comune stia violando la legge, ma questo non risponde al vero. La mia azione amministrativa è da sempre improntata al rispetto della legalità e mi ha molto infastidito, per quello che può valere, essere etichettato come responsabile di un ufficio fuorilegge

Secondo Errante “l’art. 66 del Regolamento degli Uffici e dei Servizi” gli dà “la facoltà di istituire uffici posti alle sue dirette dipendenze con collaboratori assunti a tempo determinato purché l’Ente non sia in dissesto finanziario”. Per tale motivo “ha ritenuto di istituire l’ufficio per l’Informazione e la Comunicazione Istituzionale per curare una serie di mansioni specifiche di particolare importanza. Per far ciò “occorre personale a tempo pieno – continua Errante – in possesso di adeguati requisiti culturali e professionali ed abbiamo ritenuto di conferire detto incarico, al sig. Alessando Quarrato”.

“Dove sarebbe – domanda il primo cittadino – la violazione all’art.150 (la legge è la 150/2000, l’art. 150 non esiste n. d. a.) che disciplina l’attività degli Uffici Stampa visto che l’art. 9 della predetta legge non ne prevede l’obbligatorietà?”

Alla domanda del primo cittadino, risponde Giovanni Ingoglia, segretario provinciale dell’Assostampa trapanese, interpellato sulla questione dal QdS: “L’inadempienza c’è, se ne sta occupando l’ordine dei giornalisti siciliano e l’Assostampa provinciale era intervenuta presso il sindaco Errante, che ha avuto un incontro con me e con il vice segretario, Margherita Leggio”. Il QdS ha sentito in replica il sindaco pochi giorni fa e questi ha dichiarato che di tale violazione non sapeva nulla. In che periodo vi siete visti? “Un paio di mesi fa, non più di tanto”.

“Questa amministrazione – continua la lettera di Errante – ha scelto di non dotarsi di un Ufficio Stampa, ma di gestire in prima persona la Comunicazione, (…) per l’impossibilità di poter assolvere a tutti gli adempimenti consequenziali. Se dovessero mutuare le condizioni, anche e soprattutto di natura economica, visto che incarichi di questa natura richiedono un compenso largamente superiore e commisurato alla professionalità richiesta, non si esclude un futuro diverso approccio”.

Per risparmiare danaro, senza incappare in una violazione normativa, “sarebbe bastato – secondo Ingoglia – dotarsi di un portavoce (art 7. L. 150/2000), che non è previsto sia iscritto all’albo dei giornalisti”.

“Ho verificato – continua il primo cittadino – che il curriculum del signor Quarrato è regolarmente pubblicato nella sezione atti del portale”. È vero: il curriculum c’è, ma non è ‘regolarmente pubblicato’ per due motivi: non è dove per legge (art.10, c.8, lett.d, e art.15, c.1, let.b, d.lgs. n.33/2013) dovrebbe essere, e cioè nella sezione ‘amministrazione trasparente’; non è in formato europeo. Lumi sul mistero del curriculum introvabile, del resto, sono stati dati dal segretario generale del Comune, Livio Elia Maggio, nell’articolo pubblicato dal QdS venerdì scorso.

Alessandro Accardo Palumbo, Quotidiano di Sicilia
Twitter: @AleAccardoP