Incontro tra il Coordinamento degli Ordini delle professioni infermieristiche della Sicilia con l’assessore della Salute della Regione Ruggero Razza sulle tematiche di interesse professionale contenute nel documento-proposta “Patto per l’infermieristica in Sicilia” siglato dagli OPI siciliani e dall’assessore, che suggerisce le strategie operative al servizio dei bisogni di salute e assistenza dei cittadini siciliani.

Secondo le richieste illustrate all’assessore dai presidenti degli Ordini provinciali, è necessario un intervento risolutivo che deve essere calendarizzato in tempi certi.

Tra le varie questioni è stata data priorità a:

  1. sicurezza e qualità delle cure;
  2. assistenza infermieristica in età pediatrica;
  3. dimissioni difficili, anticipate e complesse/ problematica posti letto;
  4. attività infermieristica ambulatoriale;
  5. organizzazione del lavoro UOS/UOC senza posti letto – Servizio Infermieristico (cod. SX 28);
  6. obbligatorietà dell’iscrizione all’albo professionale.

E’ stato evidenziato il grande sacrificio del personale infermieristico in questi anni per superare “il piano di rientro”, ma – spiega il Coordinamento (formato da: Salvatore Occhipinti, Agrigento; Rocco Stuppia, Caltanissetta; Carmelo Spica, Catania; Giovanni Di Venti, Enna; Antonino Trino, Messina; Franco Gargano, Palermo; Gaetano Monsù, Ragusa; Sebastiano Zappulla, Siracusa; Filippo Impellizzeri, Trapani) in un comunicato –  oggi l’attuale “piano di consolidamento e sviluppo” deve necessariamente garantire sicurezza e qualità delle cure adeguando le dotazioni organiche al reale e mutato bisogno assistenziale che scaturisce dallo sviluppo epidemiologico legato all’invecchiamento della popolazione.

La sicurezza e la qualità sono imprescindibili dalla quantità e quindi è urgente rivedere il fabbisogno secondo le indicazioni che provengono da tutti gli osservatori esterni a partire dall’Oms. In sintesi vanno adeguati i coefficienti per l’attribuzione di personale infermieristico in riferimento ai malati da assistere prendendo in considerazione gli studi che hanno dimostrato quanto la sicurezza delle cure sia legata al rapporto numerico infermiere/paziente che non dovrebbe superare 1/6. Lo stesso vale per l’adeguamento del numero di personale di supporto (Oss) relativamente ai posti letto.  Altro tema riguarda il riconoscimento del ruolo della figura dell’infermiere pediatrico (specifico profilo professionale infermiere pediatrico DMS 70 del 17/01/1997), prevedendo l’inserimento in tutte le dotazioni organiche delle nostre Aziende Sanitarie, al fine di garantire ai piccoli pazienti un’assistenza altamente qualificata.

Un altro contributo scaturirebbe dall’implementazione delle Unità Operative a gestione infermieristica che faciliterebbe l’assistenza sanitaria tra la fase di dimissione protetta, dopo il superamento delle cure ospedaliere e le cure domiciliari a garanzia della continuità assistenziale. In questo senso è stata riproposta la necessita di favorire e regolamentare l’accreditamento degli ambulatori Infermieristici di iniziativa privata.

Ribadita anche l’esigenza di assicurare in tutte le aziende il reclutamento dei Dirigenti infermieristici con la consapevolezza che l’efficienza, l’appropriatezza e la qualità dell’assistenza dipendono direttamente dall’autonomia professionale che deve trovare dunque il riconoscimento nell’organizzazione del lavoro.

Le richieste della delegazione hanno avuto risposte ottimistiche da parte dell’assessore Razza.

“Il tavolo – si legge nel comunicato – è stato caratterizzato dalla massima cordialità e spirito collaborativo nella condivisione che la valorizzazione dell’infermiere non può che divenire il cuore del cambiamento del sistema sanitario siciliano a sostegno della qualità e della sicurezza delle cure”.

L’incontro si è concluso con la piena condivisione delle proposte del Coordinamento e con la sigla del “Patto per l’infermieristica in Sicilia”:

–  revisione linee guida dotazioni organiche;

– inserimento nelle nuove dotazioni organiche dell’infermiere pediatrico;

– partecipazione degli OPI provinciali alla definizione della rete del territorio per una sperimentazione sull’infermiere di famiglia;

– istituzione delle Unità Operative a gestione Infermieristica subito dopo l’approvazione della rete ospedaliera da parte del ministero della Salute;

– affidamento incarichi dirigenziali infermieristici in attesa che dopo la nomina dei Direttori generali si possano indire le procedure concorsuali per la completa copertura delle dotazioni organiche.