suor-cristina

Come ogni giorno seguo attentamente il TG Regionale in onda sulla terza rete Rai alle 14.00. Lo seguo perché mi diverte. Oggi però, tra una risata e un’altra ho partorito alcune riflessioni, ne vorrei parlare brevemente.

Primo servizio andato in onda nel palinsesto odierno: problema immigrazione in Sicilia.

Da anni ormai decine di migliaia di persone partono dall’Africa e sbarcano nelle isole minori della Sicilia. Un terzo di questi poveracci muore in mare, il resto degli emigranti riesce a sbarcare nella land of peace. D’accordo che in Sicilia non c’è guerra, ma noi qui.. “non è che si sta proprio benissimo”. Ma contenti loro contenti tutti.

Il problema è un altro: in quanti sono arrivati? in quanti stanno approdando adesso? in quanti stanno pagando caro e amaro il prezzo del disumano viaggio di domani? in quanti meditano la fuga da giorni?

La risposta a queste domande contiene tante di quelle cifre che io non la riesco a leggere.

Per onestà intellettuale riporto l’ultima verificata notizia ANSA sulla questione, pubblicata on line proprio mentre scrivo:

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(ANSA) – ROMA, 6 GIU – Con i circa 3.000 migranti soccorsi nelle ultime ore ed attualmente sulle navi del dispositivo Mare Nostrum dirette verso la Sicilia, si avvicinano a quota 47mila gli arrivi via mare nel 2014. Dieci volte più che nel 2013, quando nello stesso periodo erano arrivati ‘soltanto’ 4.800 migranti. E’ stato già superato il totale degli arrivi 2013 (43mila), si insegue il record del 2011, quando sbarcarono in 63mila. Nelle strutture di accoglienza sul territorio nazionale ci sono oltre 32mila ospiti.

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Bene, concedendo ai numeri una rapida occhiata mi accorgo dell’entità del problema. Ma la Sicilia fa parte di una Nazione, e condivide con lo Stato il problema dell’accoglienza dei profughi.

“Menomale” – mi verrebbe d’esclamare – “e allora, lo Stato, come si sta muovendo per far fronte alla cosa?”

ʺStato??? Quale?? Quello libico forse.ʺ

“D’accordo” – insisto – “allora se ne starà occupando l’Europa, perché la Sicilia fa parte dell’Italia che fa parte dell’Europa.”

ʺEuropa per la Sicilia? No, è occupata in altro. Ma gli altri stati sul Mediterraneo affrontano il problema da soli!ʺ

 

Signori io ho avuto un’idea:

Dato che il problema non si può risolvere, perché non lavoriamo per evitare che questa gente diventi cibo per pesci e vittima della criminalità organizzata nord-africana. Considerato che per partire partono e di arrivare arrivano, mandiamo direttamente in Africa le navi meno sciccose delle compagnie da crociera, la Costa Crociere, l’MSC Crociere – per citarne due – si organizzino velocemente. Facciamo in modo di garantire un viaggio comodo agli emigranti, che poi loro si accontentano di tutto, non chiederebbero neanche l’aria condizionata. Non li facciamo approdare a Lampedusa, portiamoli direttamente a Palermo o Messina, Catania o Siracusa, da questi porti è più facile muoversi per cercar lavoro.

Una sola cosa ti raccomando, caro Rosario: se da Roma dovesse arrivare il Capitano dei Capitani, Sig. F.Schettino, affidato ai servizi sociali ed impiegato per condurre la nave in Africa, Tu rimandalo indietro, abbiamo già tanti problemi. Un altro ecomostro in mare non ci vuole proprio. Per di più – è risaputo – noi siciliani ci esaltiamo facilmente, non potremmo mai non rispondere all’inchino dello Schettino.

La natura assolata del popolo siciliano ha avuto un’altra possibilità di massima espressione proprio ieri, in un paesino in provincia di Ragusa, Comiso.

E siamo passati al secondo servizio del TG3 Sicilia.

Tutti gli abitanti del paese, poco prima del tramonto si son riversati nella maggiore piazza del centro per seguire, tifare ed osannare la partecipazione della loro compaesana ad un talent show. La concorrente in questione si chiama Cristina Scuccia, ha 25 anni ed è una suora. Una suora di fatto.

Appena proclamata vincitrice assoluta della seconda edizione del programma la piazza è esplosa di gioia. Scene di puro delirio ai piedi del maxischermo – sapientemente allestito dall’amministrazione comunale complice -. Gente che urlava di piacere, gente che piangeva di piacere. Anche la nonnina di suor Cristina, su una sedia tutta presa dall’emozione.

La suora ha deciso di recitare il Padre Nostro per festeggiare la vittoria, e dalla piazza di Comiso un coro unanime la accompagnava, stavan tutti con le braccia aperte e le lacrime agli occhi.

“Che bella celebrazione.” – ho pensato – “Siamo un popolo così unito, così aggregato e fiero, siamo un popolo tanto speciale che lo Stato italiano dovrebbe tenerci molto di più in considerazione.”

ʺMa lo Stato è impegnato in questioni diplomatiche di politica estera, non può badare ai siciliani e ai loro problemi con l’immigrazione.ʺ

 

Per l’appunto: ultimo servizio del telegiornale, il caso dei Marò detenuti in India.

I due Marines italici sono detenuti in India da due anni. Non entro nel merito delle questioni legali, ma esprimo solo delle questioni che mi sembrano paradossali:

L’Italia, dovendo fare l’interesse del suo popolo aldilà della giustezza etica delle condanne estere agli italiani, dovrebbe dare all’India qualche segno, che so, crucciarsi in viso, non rispondere agli sms, comportarsi in modo scostante e rabbioso. Oppure potrebbe in primo luogo espatriare tutti i consoli indiani e trasformare i consolati in case riposo – sicuramente più utili -. Così, anche solo per creare un po’ di scalpore in Europa e avere una maggiore visibilità nei notiziari tedeschi, dato che è lì che si vuol far colpo.

Ricordate il caso Meredith Kercher? L’affascinante Amanda Knox è tornata negli USA in seguito all’assoluzione nell’ottobre del 2011. Il 30 gennaio di quest’anno la Corte d’Assise d’Appello di Firenze ha rovesciato il precedente giudizio di secondo grado, affermando la colpevolezza della Knox. Se dovesse essere disposta anche una misura restrittiva in carcere Amanda dovrebbe far ritorno e perdere la sua bellezza in cella. Ma gli USA rimanderebbero mai la ragazza in Italia? Certo che no, ovvio che no! “Ma ti pare..”.

I Marò sono rimpatriati più di una volta in Italia, in occasione delle feste religiose, puntualmente l’Italia li ha rispediti alle carceri indiane.

 

Brava Italia, corretta con gli altri scorretta con il tuo popolo.

 

Per concludere. Spero vivamente che lo Stato italiano, in comune accordo con Europa, Germania e Sicilia, permetta al Capitano Schettino (perché non c’è modo di evitarlo lui) di espiare la sua colpa conducendo le navi da crociera in Africa per accompagnare in Italia chiunque voglia. Spero anche che lo stesso Schettino passi a prendere i Marò in India, stando attento a non sostare per molto tempo nei pressi di Darukhana – località in cui vengono smantellate le navi – gli indigeni del luogo potrebbero equivocare la sosta e mettersi all’opera. Spero infine che suor Cristina possa pregare perché tutto questo avvenga, e sicuramente ogni città d’Italia le sarà grata, e il Papa le concederà il ruolo di cantante solista nel coro in S.Pietro al Vaticano.

di Mirko Tamburello