«Se non pioverà nei prossimi mesi, per il settore agricolo, già duramente provato lo scorso anno dalla siccità e dal caldo, saranno dolori. E’ forte la preoccupazione tra gli agricoltori». E’ quanto afferma Enzo Maggio, responsabile della Cia di Petrosino, che sottolinea come «l’eventuale perdurante assenza di piogge provocherà inevitabilmente anche lo svuotamento di quegli invasi, come la diga Trinità a Castelvetrano», le cui acque vengono utilizzare per irrigare soprattutto i vigneti.

«Ed è proprio la pianta della vite – dice Maggio – che a lungo andare risente più delle altre della carenza di acqua».

Intanto, proprio nei giorni scorsi, come evidenzia un avviso pubblicato sull’albo pretorio del Comune di Marsala, l’Ispettorato Agricoltura di Trapani ha concluso gli accertamenti sull’intero territorio della provincia per accertare i danni causati alle colture dalla eccezionale siccità tra la primavera e l’estate 2017. Accertamenti sulla base dei quali è stata avanzata la richiesta di «stato di calamità naturale». Secondo l’Ispettorato trapanese l’incidenza del danno nella produzione di uve è stato del 35%, mentre il contributo previsto è di 43.136.150 euro, pari all’80% del danno accertato.

Su questi cambiamenti climatici che pesantemente incidono sull’economia agricola, interessante è l’opinione di Gaspare Baiata, che nella sua triplice veste di presidente di cantina sociale (Paolini), produttore e docente dell’Istituto Agrario Damiani di Marsala, può osservare il fenomeno da varie angolazioni. Oltre che da uno speciale osservatorio.

di Antonio Pizzo
per Giornale di Sicilia