Il 14 settembre ha segnato l’inizio del nuovo anno scolastico negli Istituti superiori di Castelvetrano, e non solo. Alla redazione di CastelvetranoSelinunte.it ha inviato una lettera aperta la professoressa Giovanna Zappalà, che racconta lo stato d’animo vissuto nel primo giorno di scuola. Una riflessione sul come la pandemia da Covid possa generare una svolta generazionale e ristabilire degli equilibri che, forse, erano andati perduti. 

«Eh si! Siamo tornati, tra i banchi, tra mille remore, tra mille problemi, con il coraggio che solo noi, i presidi, i professori, il personale ATA, potevano avere! Si! Il coraggio! Il coraggio che ci hanno negato e contestato, quello della determinazione di chi sa che a muso duro, a poco a poco, con le giuste regole, con il buon senso, con l’arte dell’arrangiarsi, che ci è propria, resiste, e resta, anche quando le promesse, puntualmente, non si trasformano in mascherine, banchi, computer, classi di un congruo numero di alunni, nuove assunzioni. Con quel coraggio questa mattina siamo entrati, abbiamo accolto occhi tesi un po’ sperduti, ragazzi che anelavano un contatto visivo, una voce amica; mancava lo schiamazzo del primo giorno, i sorrisi, le battute dei più audaci… il silenzio tanto agognato in passato, pesava».

«La scuola si è svestita del suo abito ludico, adesso è simile alla signorina Rottermeier; abbiamo dettato le leggi, le regole, le eventuali sanzioni. Il Covid ci ha irrigiditi. Forse questa impennata non è arrivata per caso, forse la natura ci ha voluto dare un preavviso, forse ne avevamo bisogno, forse i ragazzi impareranno il rispetto che le generazioni precedenti stavano dimenticando, forse i genitori capiranno che siamo tutti rivolti verso un’unica meta, forse saremo più uniti per un ideale comune, forse cresceranno giovani più forti e responsabili. O forse ci stiamo prendendo in giro da soli, vittime di una politica che manovra a piacimento il nostro senso del dovere, la nostra abnegazione, le nostre speranze ed il nostro coraggio».

Prof.ssa Giovanna Zappalà