Ventisette anni da quel tragico 26 luglio 1992 in cui Rita Atria a soli 17 anni “perdeva” la speranza di vedere la luce oltre il buio. «Borsellino, sei morto per ciò in cui credevi ma io senza di te sono morta». Nessuno, dopo la morte dello zio Paolo è riuscito a darle speranza a trasmetterle la forza dello Stato, né il suo Paese, né i suoi amici, né i suoi parenti, né lo Stato… e la mafia l’aveva già condannata.

Memoria attiva significa non dimenticare le cause che hanno portato Rita a quel gesto estremo di autoderminazione contro una sorte segnata. Una lucida consapevolezza in una ragazzina di soli 17 anni che alla sfortuna di essere nata in una famiglia di mafia si è aggiunta quella di non aver avuto una madre come Felicia Impastato.

Per noi dell’associazione antimafie Rita Atria il 26 luglio non è mera commemorazione ma appuntamento di bilancio annuale e di ripartenza. A Partanna (in forma privata), a Palermo il 24 luglio e il 26 a Roma in Viale Amelia proveremo a ragionare se veramente siamo riusciti a combattere quella che Rita definiva «la mafia che è dentro di noi e il nostro modo sbagliato di comportarci». Ci confronteremo parlando delle battaglie contro i mulini a vento, il MUOS, la giustizia per Mario Ciancarella, la verità sulla morte di Mario Dettori e Alessandro Marcucci, la necessità di mettere come priorità imprescindibile la salvezza delle vite umane e non gli opportunismi politici cinici. Proveremo a spiegare perché per noi non è coerente votare due decreti sicurezza che agiscono sulle libertà dell’uomo e sulle libertà civili.

Ricorderemo Rita Atria a Palermo il 24 luglio nella prestigiosa sede del NoMafia Memorial (a cui va il nostro immenso grazie) insieme a donne che hanno fatto la storia della lotta alla mafia come Anna PuglisiGraziella ProtoMichela Buscemi e Nadia Furnari. Insieme ad Osas Egbon presidente dell’associazione Donne di Benin City che ha avuto la forza di ribellarsi alla tratta e di lottare anche per le sue sorelle.

A Roma il 26 luglio in viale Amelia ricorderemo Rita Atria con Franca Imbergamo, magistrato della DNA nel pool ”stragi e mandanti esterni”, una donna che senza clamori è riuscita a far condannare Badalamenti per l’omicidio di Peppino Impastato; con Renata Renna che ha saputo trasformare una vita apparentemente senza speranza in opportunità di riscatto; con Mario Ciancarella, il capitano che è stato radiato con due firme false (Presidente della Repubblica e Ministro: golpe bianco) e che oggi lo Stato invece di scandalizzarsi si costituisce contro la sua reintegra dopo aver gridato indignati nella precedente legislatura; con Graziella Proto che con la rivista LE SICILIANE portando avanti il giornalismo alla Pippo Fava (Le Siciliane oggi è solo online perché il cartaceo è roba per testate ricche), con Ulisse Testimone di Giustizia che dopo aver assistito ad un delitto di camorra sull’autostrada, insieme a sua moglie, non si è girato dall’altra parte, ha fatto l’unica cosa che andava fatta: denunciare.

E ancora ricorderemo Rita con Valentina, Simona, Santina e Nadia. Grazie a Stefania Mulè che con il suo teatro musica da cinque anni ci aiuta a denunciare le ingiustizie senza privarci dell’emozione e senza temere le conseguenze. Con noi sarà sia a Palermo che a Roma. Grazie ad immaginARTE e ai compagni di viaggio di Stefania: Ninni Arcuri, Rosalba Bologna (a Palermo) e Paolo Scatragli (a Roma). Questo è il nostro viaggio… questa è il nostro modo di fare Memoria Attiva… questo è il nostro modo di portare una rosa a Rita Atria affinché la verità possa ancora vivere…almeno dentro di noi.

E un grazie particolare ad Umberto Santino e Anna Puglisi del Centro Siciliano di Documentazione Giuseppe Impastato per averci incoraggiato, ben 25 anni fa, a fondare l’associazione antimafie Rita Atria e per esserci ancora accanto. 

(fonte: associazione Rita Atria)

www.ritaatria.it