Essepiauto

“Ciao, caro utente,
Abbiamo installato un software RAT nel tuo dispositivo.
Per questo momento anche il tuo account e-mail è stato violato.
Hai cambiato la tua password? Stai andando alla grande!
Ma il mio software riconosce ogni azione di questo tipo. Sto aggiornando le password!
Sono sempre un passo avanti… Se avete bisogno di cancellare tutti i vostri dati raccolti e video con il vostro divertimento, inviatemi 250€ in BTC (crypto currency).”

E’ questo uno dei messaggi di spam che, nell’ambito del nuovo fenomeno di “estorsione”, viene recapitato agli ignari destinatari al fine di gettarli nel panico e indurli a pagare, in cryptovaluta, il prezzo per cancellare tutti i dati raccolti.

Ecco dunque alcuni consigli della Polizia Postale su come comportarsi:

1. Mantenere la calma: Il criminale non dispone, in realtà, di alcun filmato che ci ritrae in atteggiamenti intimi né, con tutta probabilità, delle password dei profili social da cui ricavare la lista di nostri amici o parenti

2. Non pagare assolutamente alcun riscatto: l’esperienza maturata con riguardo a precedenti fattispecie criminose (come #sextortion e #ransomware) dimostra che, persino quando il criminale dispone effettivamente di nostri dati informatici, pagare il riscatto determina quale unico effetto un accanimento nelle richieste estorsive, volte ad ottenere ulteriore denaro;

3. Proteggere adeguatamente la nostra email (ed in generale i nostri account virtuali):

Cambiare – se non si è già provveduto a farlo – la password, impostando password complesse;
Non utilizzare mai la stessa password per più profili;
Abilitare, ove possibile, meccanismi di autenticazione “forte” ai nostri spazi virtuali, che associno all’inserimento della password, l’immissione di un codice di sicurezza ricevuto sul nostro telefono cellulare.