Quest’anno ricorre il quinto anniversario dall’Enciclica “ Laudato Sì “ in cui Papa Francesco, tra l’altro, si sofferma sul rispetto e sulla tutela del creato da parte dell’uomo.

La natura nella sua biodiversità animale e vegetale va salvaguardata sia per conservare la vita nel pianeta terra che per evitare catastrofi che possono derivare da un eccessivo utilizzo delle risorse tecnologiche. L’appello viene fatto soprattutto agli Stati ed alle multinazionali che per fini di lucro spesso alterano il decorso degli eventi naturali noncuranti degli effetti devastanti che subiranno le future generazioni.

E’ necessario che vi sia una stretta correlazione tra ambiente sociale, ambiente naturale e tecnologia in modo che non venga alterato il delicato equilibrio che deve esistere tra loro per mantenere la vita sulla terra. Lo stravolgimento di tale equilibrio determina ripercussioni negative sull’uomo ed a farne le spese sono principalmente le classi più povere.

Recentemente abbiamo vissuto il dramma della pandemia ed alcuni studi ipotizzano possibili correlazioni tra le aree a maggior inquinamento atmosferico e la diffusione del virus responsabile della covid-19. E’ stato però sicuramente accertato che il lockdown ha determinato in tali zone un crollo verticale dell’inquinamento di polveri sottili e quindi una maggiore vivibilità. Se tale situazione perdurasse moltissime persone non si ammalerebbero per la tossicità dell’aria.

Possiamo dire che l’Enciclica Papale sia antesignana delle catastrofi che possono colpire l’uomo e pertanto dobbiamo fare di tutto, ciascuno per la propria parte, per darle attuazione concreta nella vita di tutti i giorni.

Giovanni Crimi – Presidente Codiciambiente – Associazione di protezione ambientale con iscrizione
ministeriale