I finanzieri della Tenenza di Castelvetrano hanno di recente individuato due depositi all’interno dei quali erano presenti oltre 9.000 forme di formaggio pecorino conservate in condizioni di palese violazione alle norme che disciplinano la produzione e la vendita di alimenti.

Questo il bilancio di una complessa operazione di servizio eseguita dalle Fiamme Gialle, unitamente a personale dell’Ufficio di Igiene e Sanità Pubblica dell’A.U.S.L. 9 di Trapani, sotto la direzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Marsala che ha condotto le indagini.

L’operazione di servizio ha consentito di individuare due depositi adibiti allo stoccaggio di alimenti in assenza delle prescritte autorizzazioni sanitarie ed amministrative. In particolare i finanzieri ed i tecnici dell’A.U.S.L. hanno rilevato la presenza di un considerevole quantitativo di pecorino, conservato sia sul pavimento che su varie scaffalature, in cattivo stato di conservazione ed in parte aggredito da parassiti.
Di fronte ad una simile situazione di urgenza i finanzieri hanno proceduto all’immediato sequestro degli alimenti, dal momento che gli stessi dovevano ritenersi verosimilmente destinati alla somministrazione ed alla distribuzione.

Successivamente il G.I.P. del Tribunale di Marsala dott.ssa Caterina Greco, su richiesta del Pubblico Ministero dott.ssa Cinzia Gamberini, ha convalidato la misura cautelare in via d’urgenza ed ha disposto il sequestro preventivo della merce, ritenendo “del tutto inquietanti” le conseguenze che sarebbero derivate da una prosecuzione della commercia-lizzazione dei prodotti così lavorati e mal conservati.

Le analisi sui formaggi oggetto di sequestro eseguite a Palermo dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia – pur escludendo la presenza di microrganismi patogeni e di contaminanti chimici – hanno confermato la anormalità dei caratteri organolettici, lo scadente aspetto generale ed il cattivo stato di conservazione, in parte attestato anche dalla presenza di larve (Piophila casei).
Ulteriori indagini sono state estese dagli inquirenti all’intero territorio nazionale, al fine di assicurare le necessarie verifiche sanitarie e scongiurare – senza allarmismi – l’eventuale distribuzione di alimenti in cattivo stato di conservazione o, comunque, ritenuti nocivi per la salute.
L’attività si è conclusa con la segnalazione alla competente Autorità Giudiziaria di due persone con l’accusa di detenzione di sostanze alimentari in cattivo stato di conservazione, insudiciate, parzialmente invase da parassiti e comunque nocive, precisando che tale fattispecie di reato a carattere contravvenzionale (la norma di riferimento è l’art. 5 della legge 283/1962) prevede l’arresto sino ad un anno o, in alternativa, il pagamento di una ammenda fino a 46.000,00 euro.
L’importante operazione condotta dalle Fiamme Gialle conferma la costante attenzione della Guardia di Finanza nella salvaguardia della salute e dell’incolumità pubblica oltre che nella tutela di tutte quelle imprese che, attraverso la genuinità dei loro prodotti alimentari, promuovono in Italia ed all’estero la cultura enograstronomica siciliana.