Voglimi SELINUNTE

Presentati oggi pomeriggio i primi esiti dell’ultima campagna scavi della New York University e dell’Università Statale di Milano, in convenzione con il Parco Archeologico di Selinunte, svoltasi dal 7 giugno al 5 luglio.

Alla missione, hanno partecipato oltre 50 tra studenti ed esperti di Archeologia, di otto diversi Paesi. Gli esiti della campagna e l’importanza di questi ritrovamenti sono stati illustrati dal Prof. Clemente Marconi. L’incontro è stato organizzato nell’ambito de “I Cantieri della Conoscenza” promossi dall’architetto Bernardo Agrò, neo direttore del Parco archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria. L’evento è stato diviso in due momenti, una prima parte al Baglio Florio ed una seconda parte nell’area di scavo dove il Prof. Marconi e gli altri esperti hanno mostrato le attività di scavo agli ospiti. Per l’amministrazione comunale, erano presenti il sindaco Enzo Alfano ed il vicesindaco Biagio Virzì.

“Nel solco della filosofia e della organica riorganizzazione dei parchi archeologici di Sicilia voluta da Sebastiano Tusa e perseguita con grande passione dal Presidente Nello Musumeci – spiega il direttore Agrò -, si inserisce la formula dei cantieri aperti, che costituisce un ruolo fondamentale della divulgazione delle nostre attività attraverso la metodica dell’archeologia partecipata“.

“Da sempre – gli fa eco il prof. Marconi – l’obiettivo della nostra missione è l’archeologia partecipata e la condivisione dei risultati delle nostre ricerche con la popolazione che abita questo straordinario territorio e che ha tanto a cuore il proprio patrimonio culturale. Grazie a ‘I Cantieri della Conoscenza’ tutto questo diventa una realtà a Selinunte”.

Quest’anno lo scavo si è concentrato sull’approfondimento delle due trincee aperte lo scorso anno lungo il lato sud del Tempio R e tra il lato ovest dello stesso tempio e quello sud del Tempio C. Lo scavo ha prodotto risultati della massima importanza, relativamente alle fasi più antiche di occupazione greca del grande santuario urbano e alle attività associate alla costruzione prima del Tempio R e poi del Tempio C.

Marconi – Agrò – Alfano

 

La missione ha portato alla luce una struttura rettilinea con fondazione in schegge di calcare grazie alla quale stato è possibile stabilire che l’edificio aveva una lunghezza di 4.5 metri, ed era posizionato subito a est del più recente Tempio R. Sulla base della collocazione e dei materiali associati, questo edificio, tra i più antichi di fase greca fin qui identificati a Selinunte, aveva con ogni probabilità una funzione sacrale. Di particolare importanza è il rinvenimento, nello strato di preparazione dell’area circostante, della deposizione votiva di un palco di cervo rosso, perfettamente conservato. Per le fasi di costruzione e uso del Tempio R, due scoperte significative sono state due buche di palo, funzionali al sollevamento dei blocchi dell’edificio. Una scoperta della massima importanza da questo contesto è la deposizione votiva di due corna di un toro adulto di grandi dimensioni. Si tratta della prima evidenza archeologica per il sacrificio di tori nel grande santuario urbano di Selinunte.

Nella seguente foto si possono notare i resti del cervo rosso (in alto) e del toro (in basso)

Bottone in oro

   x