Cronaca

Selinunte, rifiuti in bene confiscato: residente chiede revoca ordinanza

Diffida e messa in mora, con contestuale richiesta di revoca dell’ordinanza. La scelta del sindaco Giovanni Lentini di autorizzare il deposito temporaneo dei mastelli coi rifiuti delle attività commerciali nell’immobile confiscato a Giuseppe Grigoli in via Marco Polo a Marinella di Selinunte, ha suscitato qualche reazione. E tra queste quella di Castrenze Barone, proprietario di un immobile attiguo a quello confiscato, che si è affidato all’avvocato Vincenza Dafne Alastra diffidando il sindaco e chiedendo la revoca dell’ordinanza sindacale. Dodici motivi contenuti nella diffida fatta pervenire al sindaco in cui, scrive il legale, «il provvedimento si palesa palesemente illegittimo sotto molteplici e autonomi profili di violazione di legge ed eccesso di potere». Primo fra tutti, evidenzia l’avvocato Dafne Alastra, quello della destinazione d’uso del bene, così destinato a finalità non sociali né istituzionali. La contestazione al sindaco viene fatta anche perché non ci sarebbe stata una evidenza pubblica per l’assegnazione a soggetti non legittimati (l’ordinanza assegna la gestione e la cura del sito agli stessi commercianti che ne usufruiranno). Tra i motivi per cui l’ordinanza viene contestata c’è anche il difetto di istruttoria, ossia la richiesta dei commercianti porta la data del 12 giugno, stessa data dall’ordinanza: «tale simultaneità dimostra in modo inequivocabile l’assenza di qualsiasi istruttoria tecnica, sanitaria, urbanistica e patrimoniale».

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Redazione