Riponiamo grandi aspettative sugli scavi avviati in questi giorni, dall’equipe della New York University e dall’equipe dell’Università Statale di Milano, sotto la guida del professore Clemente Marconi e della Prof.ssa Rosalia Pumo perché i risultati potrebbero essere, come nel recente passato, forieri di grandi e importanti novità sia per i singoli templi coinvolti nei saggi, i templi R e C, che di riflesso sulla storia di Selinunte.

Dalla presenza dell’uomo sul sito nella preistoria all’arrivo dei Greci, questi scavi potrebbero aggiungere ora un importante tassello anche alla storia degli insediamenti greci in Sicilia. A Settembre avremo la campagna di scavi condotta dagli archeologi tedeschi, mentre sta continuando il progetto di studi geomorfologici dell’Università di Camerino”. Lo ha annunciato Enrico Caruso, Direttore del Parco Archeologico di Selinunte.

foto di Nino Di Maio

La nuova sinergia tra l’Ateneo americano e quello italiano, ha consentito di aprire una nuova area di indagine tra il Tempio R e il Tempio C. Abbiamo scavato scendendo fino alla fase di fondazione di Selinunte, nel terzo quarto del VII sec. a.C. Nello scavo di quest’anno – ha dichiarato l’archeologo Clemente Marconi della New York University e dell’Università di Milano – resta da scavare parte di questa fase di fondazione più la fase pregreca, che in base ai nostri scavi precedenti risale in quest’area dell’acropoli fino al principio del secondo millennio a.C. In più, abbiamo definito l’area di una seconda trincea da scavare quest’anno, tra la fronte posteriore del Tempio R e le fondazioni del Tempio C, quest’ultimo il più importante edificio sacro di Selinunte in età arcaica”.

Termineremo la campagna il 29 Giugno. Si spera di trovare ulteriore documentazione relativa alla fase di fondazione di Selinunte, in particolare offerte votive corrispondenti al primo uso dell’area del Tempio R come luogo di culto all’aperto da parte dei coloni provenienti da Megara Iblea. Inoltre, speriamo che lo scavo di quest’anno permetta di identificare con chiarezza le fondazioni del Tempio C – ha concluso Marconi – fin qui mai indagate in maniera sistematica e tramite uno scavo propriamente archeologico. L’identificazione di queste fondazioni potrebbe contribuire a chiarire aspetti essenziali relativi alla costruzione del Tempio C, compresa la datazione dell’edificio, che presenta notevoli oscillazioni in letteratura. Infine, lo scavo all’interno della cella dovrebbe includere l’esplorazione di un nuovo settore del deposito di fondazione del Tempio R, particolarmente un’area contigua a quella nella quale nel 2012 si è rinvenuto il flauto in osso. Idealmente, lo scavo di quest’anno potrebbe portare al rinvenimento di ulteriori frammenti di questo prezioso strumento musicale, databile al principio del VI secolo”.

foto di Nino Di Maio