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Accordo raggiunto, Selinunte non perde la sponsorizzazione delle Cantine Settesoli, azienda siciliana leader nella produzione vinicola, che si trova a pochi km dai templi. Il presidente Vito Varvaro, il 19 settembre scorso aveva denunciato pubblicamente con un dossier sulla vicenda, inviato anche al ministro Dario Franceschini, l’incapacità della Regione di sbloccare, dopo oltre una anno dalla loro proposta, un’intricata vicenda amministrativa che sembrava rendere impossibile il contributo finanziario del privato a favore della valorizzazione del parco archeologico, che, peraltro, gode, insieme a quello della Valle dei Templi, di autonomia gestionale (ma non ancora finanziaria, come il primo).

L’autonomia, però, non è bastata. Il comitato tecnico scientifico del parco, lo scorso febbraio, si era espresso infatti favorevolmente, ma serviva una circolare esplicativa sulle sponsorizzazioni, materia disciplinata, vale la pena precisarlo, anche nella Regione a Statuto speciale, dal Codice dei Beni culturali e dal Codice dei Contratti, ma di non facile interpretazione, tant’è che anche il Mibact nel 2012 aveva emanato delle linee guida, anche queste, in realtà, farraginose.

Per Selinunte la vicenda è stata complicata dall’assenza di precedenti in Sicilia, poiché quello più significativo, la sponsorizzazione Würth per il restauro della Cappella Palatina è del 2003, prima, quindi, dell’entrata in vigore di entrambi i codici.
Si aggiunga, anche, la particolare formula iniziale presentata dal privato. Le Cantine Settesoli avevano proposto, infatti, ci riferisce il direttore del Parco Leto Barone, in pensione dal primo dicembre, «una donazione di 50mila euro da parte dell’azienda integrata con il fundraising, con l’obiettivo di raggiungere almeno 500mila euro, a sostegno di interventi di valorizzazione del sito archeologico. Poiché la normativa prevede che al di sopra della soglia dei 40mila euro si debba fare una gara, è stato, quindi, chiesto al privato di riformulare la proposta, cosicché si è mantenuta la raccolta fondi per sostenere interventi come il miglioramento dell’illuminazione del Tempio C e del percorso di visita per i disabili, o la valorizzazione del Battistero paleocristiano, ma abbassando drasticamente la donazione a 6mila e 500 euro.

In considerazione della esiguità della somma, nell’incontro che si è tenuto a fine novembre presso il Dipartimento dei Beni culturali è stato proposto all’azienda di destinare questi fondi per realizzare una cartografia ragionata del parco da distribuire gratuitamente ai visitatori (col doppio logo delle Cantine Settesoli e dell’Istituto regionale)».

Per raggiungere l’accordo, della durata di tre anni, che si prevede di ufficializzare entro fine dicembre, «il nuovo assessore ai Beni culturali siciliani, Carlo Vermiglio, ha messo disposizione uno staff di tecnici che stanno studiando e lavorando per risolvere tutte le problematiche», ci ha detto Roberta Urso, responsabile della comunicazione dell’azienda.

Nonostante i toni sensazionalistici con cui il «caso» siciliano è stata trattato dalla stampa (Corriere della Sera), di mesi, in definitiva, ne sono trascorsi 14, che sono sempre meno dei tre anni persi prima dell’avvio del restauro del Colosseo, per cui la Tod’s ha stanziato 25 milioni di euro, garantendosi 15 anni di uso esclusivo dei diritti sul monumento: prima lo stop dell’Antitrust e l’esposto alla magistratura della Uil, e poi tutto un susseguirsi di polemiche e ricorsi tra Comune, Tar Lazio, Codacons e l’azienda di Diego della Valle.

E adesso che si è conclusa la prima fase del restauro, è lo stesso Della Valle a sottolineare un’esperienza dai tratti pionieristici anche a livello dello Stato: «L’operazione Colosseo ha aperto una strada, mostrando, anche dal punto di vista legale, ciò che si può fare». Senza dimenticare che in Sicilia, a differenza del caso romano dove la trattativa era partita a seguito di una gara (2010), è un privato che si è fatto avanti, con la necessità di evitare disparità di trattamento nei confronti di altri soggetti potenzialmente interessati.

di Silvia Mazza
per ilgiornaledellarte.com