Dall’Acropoli di Selinunte, Cristoforo Gorno narra la storia di una madre, Demetra, di sua figlia Persefone e del rapimento da parte di Ade, signore degli inferi, re dei morti.

È il nuovo appuntamento con “Cronache dal Mito”, in onda questa sera, lunedì 22 aprile alle 21.10 su Rai Storia, attraverso gli dei e le dee, gli eroi e le eroine, i miti e le leggende, le cui vicende riecheggiano ancora ai nostri giorni. Il mito di Demetra e Persefone, noto anche nell’arte e nella psicoanalisi, incarna la paura della violenza, il terrore di ogni madre di perdere la figlia e raffigura la prepotenza che non teme il ricorso alla brutalità.

LA LEGGENDA DEL RATTO DI PERSEFONE

Figlia di Zeus e Demetra (divinità della prosperità), Persefone era una tenera fanciulla, solita a giocare nei campi verdi di Sicilia insieme alle sue amiche. Ogni giorno che passava la giovane Dea diventava sempre più bella, tanto da attirare le attenzioni di molte divinità.

Un giorno, mentre giocava nei pressi di un bellissimo specchio d’acqua, la terrà iniziò a tremare, si squarciò in due ed apparve Ade, il Dio degli inferi. Perdutamente attratto da Persefone, Ade la rapì e la condusse con lui nel regno dei morti.

La madre, preoccupata per la scomparsa della figlia, vago per nove giorni alla ricerca di Persefone, fino a quando chiese ad Elios, Dio del sole che tutto vede, dove potesse trovarsi la sua amata figlia. Piena di odio, Demetra lasciò l’Olimpo, provocando sulla terra un periodo di grande carestia e siccità.

Zeus allora, per placare la sua ira, decise di recarsi da Ade, per far tornare nel mondo dei vivi Persefone. Il Dio dell’aldilà rifiutò nettamente poiché la giovane dea aveva mangiato un chicco di melograno, simbolo di unione eterna nella Grecia Antica.

Il compromesso fu allora raggiunto nell’accordo che prevedeva per Persefone sei mesi di vita terrastre e sei mesi di vita negli inferi: questa distinzione temporale rappresenta per molti l’allegoria del raccolta, che necessita di rimanere sotterrato per parecchio tempo prima di tornare a germogliare sempre più bello.