Arte e Spettacolo

“Il ragazzo dalla maschera di ferro” per promuovere pace e fratellanza

L’arte può davvero promuovere la pace e la fratellanza. È con questo intento che è stato portato, in mini tour in Sicilia (dal 25 al 27 luglio), il musical “Il ragazzo dalla maschera di ferro”, tratto dall’ultimo romanzo dedicato, da Alexandre Dumas, alla saga di D’Artagnan e dei tre moschettieri, il Visconte di Bragelonne. Promotori dell’iniziativa, Claudio Crocetti, autore della sceneggiatura del musical (e presidente di Senso unico alternato) e Marco Livia, docente, e presidente dell’associazione “Nuove vie per un mondo unito” Aps, che promuove appunto i valori sociali e morali, attraverso anche la diffusione della cultura e dell’arte. L’iniziativa ha coinvolto anche le diocesi di Catania, Noto e Mazara del Vallo, con i rispettivi Vescovi, che hanno introdotto le tre serate insieme a Marco Livia. La tappa nella diocesi di Mazara del Vallo si è svolta nel magnifico scenario del parco archeologico di Selinunte, davanti al maestoso tempio di Hera, e rappresentando uno degli eventi di punta del ricchissimo e vario cartellone proposto, quest’ anno, dallo stesso parco insieme a CoopCulture.

Questo musical arriva in seconda ripresa in Sicilia, dopo aver debuttato in un’unica data, e in una serata evento, a Volterra, tre anni fa. L’idea però, nasce già nel 2019, da un confronto tra Claudio Crocetti e il maestro Tiziano Barbafiera, autore delle musiche, e che ad esse ha poi, lavorato per l’intero periodo del lockdown del 2020. L’intento dei due ideatori quello di portare sulle scene una storia di cappa e spada dalle musiche epiche ed evocative, e di chiaro richiamo cinematografico. Da qui, la realizzazione di una colonna sonora, costruita su un tema ricorrente e continuo, con l’intercalare di arie in cui si dà spazio a tutti i generi (lirico, pop, jazz, swing) per caratterizzare e dare una personalità ai vari personaggi della storia. Sulle musiche di Barbafiera, Emiliano Palmieri, compositore egli stesso, ha poi incastonato i suoi versi.

Interpreti dei due protagonisti della storia, Luigi XIV e Filippo il ragazzo dalla maschera di ferro, sono i talentuosi gemelli (e voci ufficiali della Disney, oltre che conduttori ed attori in TV) Umberto e Daniele Vita, siciliani, ma da tempo trasferitisi a Roma per lavoro. Insieme a loro, sul palcoscenico, una squadra di performer, scelti tra i migliori in assoluto del panorama del musical italiano: attori di esperienza (e curriculum) come Emiliano Geppetti (D’Artagnan), Brunella Platania (Regina Anna), Fabrizio Corucci (Porthos), Sandro Querci (che è anche il regista, oltre che l’interprete di Athos), Michelangelo Nari (Raoul) e nuove leve di grande talento e preparazione, come Alessandro Onorati (Aramis), Giuliana Di Dio (Christine). E sostenuti dagli interventi coreografici di Camilla Gai e l’ensemble dei giovani allievi della scuola “Art Factory” di Palermo. Come aiuto regista, una giovanissima di 17 anni, Agata Biondi.

Uno spettacolo senza effetti speciali (seppur si sia avvalso delle nuove tecnologie come supporto scenografico) che trova la sua forza proprio nel grandissimo e variegato talento degli interpreti e nel loro “fare famiglia”, cosa che il pubblico non può non avvertire. Tra le arie più applaudite, “Che senso ha”, duetto d’amore tra D’Artagnan e la Regina Anna, “L’inno alla luna” di Filippo in prigione, la divertente canzone di Porthos, insieme agli altri due guasconi Athos ed Aramis. Per gli artisti, Selinunte in particolar modo, è stata una tappa molto importante, che ha regalato magia e grandi emozioni, come hanno commentato subito dopo lo spettacolo, e sui social, nei giorni a seguire: una stilla di bellezza che ha valorizzato ancora di più il loro talento, a mio parere.

Importanti e significative, durante la serata, le parole di Marco Livia, che ha sottolineato l’importanza di diffondere arte e cultura come antidoto all’ odio in questa epoca di guerre, e del Vescovo monsignor Angelo Giurdanella, che ha ricordato a tutti, che «il mondo è una sola e grande casa, in cui tutti dobbiamo coabitare come fratelli». Dal lontano 1998, anno in cui venne messo in scena “A Chorus line” de La Compagnia della Rancia, con la regia di Saverio Marconi, non si vedeva a Selinunte, un musical con performer di tale calibro e così grande professionalità. Infatti, nonostante in Sicilia siano state portate numerose produzioni negli anni, Selinunte è rimasta sempre un po’ defilata da tutto ciò, dando spazio soprattutto a teatro classico e concerti di opera lirica, oltre ai grandi concerti pop.

Enza Adriana Russo

(foto di Nino Di Maio)

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Redazione