Desideriamo portare all’attenzione dei lettori, una riflessione di Mariella Pompei dell’associazione di volontariato AIDICI di Castelvetrano.

Carissime e carissimi castelvetranesi, ma anche a tutti gli amici al di sopra dello Stretto di Messina. Questa è la Selinunte di cui parlo sempre, quella di cui ogni giorno ne ammiravo la sua infinita bellezza, anche tra gli alti cespugli e la poca cura, ma almeno quelle pietre erano visibili a tutti e a raccontarci nel silenzio la loro storia giunta sino a noi.

Adesso quelle mostruose e orribili dune oscurano tutto lo splendore dei Templi e ne privano l’ammirazione dei viandanti. Caratteristico e utile era anche quel trenino.

selinunte no dune

SELINUNTE, anno 1974 – fonte. IL Castelvetranese DOC

In molti paesi fanno di tutto per avere certi servizi pubblici, noi l’avevamo ma ce lo siamo lasciati rubare e abbiamo dato la possibilità a molti di aggiungere qualche metro in più illecitamente alle proprie villette. Sicuramente non avremo più quel treno, non so se torneremo a vedere questa grande ricchezza, però sono certa che i ricordi che serbo con tanto amore nessuno potrà mai spazzarli via!

Articolo pubblicato giorno 1 febbraio 2016