Il condizionale è d’obbligo: al porto di Marinella di Selinunte i lavori di dragaggio e rimozione della posidonia potrebbero ripartire ad aprile. In mezzo all’indagine che ha coinvolto l’ingegnere Giancarlo Teresi (anche per i lavori al porto di Selinunte) e i pescatori che annunciano blocchi stradali, lo spiraglio di una ripartenza dei lavori arriva proprio dalla Regione. Lo scorso 29 dicembre il dirigente generale dell’Assessorato regionale alle infrastrutture Salvatore Lizzio ha firmato il decreto dei lavori per 526 mila euro affidati alla “Cogis srl”, che dovrà occuparsi del trasporto in discarica della pianta acquatica, abbandonata sul lato del porto dopo i precedenti lavori di pulizia. Nel tempo la posidonia, in parte, è ricaduta in mare, tanto da bloccare a terra i pescatori. In assessorato regionale è, intanto, è stato nominato il nuovo rup Francesco Calabrò. È difficile, però, che le rassicurazioni possano placare la protesta dei pescatori. Riuniti in un comitato spontaneo, attraverso l’avvocato Lorenzo Rizzuto, i lavoratori hanno già inviato formale diffida alla Regione, annunciando blocchi stradali degli accessi alla borgata e al porto anche nel caso in cui inizieranno i cantieri, nonché una serrata generale di tutti gli operatori economici locali.
Intanto stamattina la deputata regionale Cristina Ciminnisi (M5S) ha presentato una richiesta di accesso agli atti per sapere quante volte, negli ultimi cinque anni, aziende riconducibili a Carmelo Vetro, a Giancarlo Teresi o a soggetti a loro collegabili si siano intestate lavori di rimozione della posidonia a Selinunte. «È necessario accertare fino in fondo chi ha avuto affidamenti, con quali procedure e con quali controlli», ha detto l’onorevole Ciminnisi. «Se, come emerge dalle indagini, nell’affaire posidonia avrebbero avuto coinvolgimento esponenti della criminalità organizzata o solo contigui a questi ambienti, siamo davanti a un fatto di assoluta gravità – dice Salvatore Di Benedetto, referente del gruppo territoriale M5S di Castelvetrano – parliamo di lavori pubblici, risorse regionali e di una vicenda che da anni ricade sulle spalle dei pescatori e dell’intera comunità di Marinella».