Essepiauto

Napordu, alba di domenica 19 agosto, ore 5.30, al Tempio di Hera di Selinunte
per il II Festival della Luce diretto da Giacomo Bonagiuso

Il Napordu (Onopordo, Onopordum Illyricum) è una pianta, una spina che resiste verde e rigoglioso quando tutto in Sicilia è arso, nero, giallo, secco, “paschera”. Spinoso, lo devi maneggiare con cura, sbucciandolo e mangiando il suo cuore verde, ti toglie lo stimolo della fame e ti disseta. Ha un bellissimo fiore in testa.
Cresce in ambienti disturbati, negli incolti, sulle macerie, lungo le strade, presso le stalle, con optimum nella fascia mediterranea. Il nome generico deriva dal greco ‘onos’ (asino) e ‘pordè’ (peto) in riferimento ai presunti effetti che la pianta procurava agli asini; Periodo di fioritura: giugno-agosto. Per noi del Festival della Luce è la metafora perfetta di chi resiste a fare arte in questa terra arsa, per chi cerca la bellezza nell’arte. Il Festival della luce è una crepa che riesce a far passare la luce.
“C’è una crepa in ogni cosa, è da lì che entra la luce”, scrive Leonard Cohen.

Napordu è un progetto creativo pensato per il Festival della Luce 2018 che prevede la partecipazione di musicisti, un pittore, uno scultore, una danzatrice e alcuni attori:
Sulle musiche di Ezio Noto live, e alcune precedentemente registrate in studio, si esprimeranno dal vivo i diversi artisti in una esplosione di creatività, consapevolezza, incoscienza, improvvisazione. Singolarmente, a sezioni, tutti in ensemble. Un “tappeto” sonoro che accoglierà tutti in una “fusione”, “contaminazione” di arti: musica, teatro, danza, pittura, scultura.

Biglietteria sui siti. Si consiglia di arrivare per tempo. Prenotazioni, informazioni e prevendite al numero wapp 347 4587137

cast

Ezio Noto autore, voce e piccole percussioni;
Lucia Alessi ha collaborato a “Napordu” nella stesura del testo teatrale, sensibile e brava attrice, nello spettacolo sarà un giullare/diavolo;
Giuseppe Veneziano gradito ospite, da tanti anni Tenore della Scala di Milano;
Valeria Cimò voce e tamburi a cornice, Autrice, compositrice, esperienza e collaborazioni importanti, lei è una delle voci più importanti di questa terra;
Mauro Cottone violoncello, solidi studi classici e occhio aperto alla sperimentazione;
Roberta Izzo delicata voce e piccole percussioni, da Napoli con dolcezza, tradizione e innovazione;
Marco Milone voce, chitarra e anima, da Napoli fondatore dei Cattivo Costume, potenti come il Vesuvio in eruzione, dolci come un Babà;
Libero Reina chitarra, ukulele, mandolino, didgeridoo. Giovane cantautore che già ha fatto parecchia strada, polistrumentista, figlio di Andromeda.
Vincenzo Scaturro chitarra, Giovanissimo e promettente musicista.
Totò Randazzo basso, storico collaboratore dal 1989, ha fatto parte di tutti i progetti sonori di Ezio Noto.
Pasquale Augello tamburi a cornice percussioni, Maestro, la storia delle percussioni in Sicilia, suona rigorosamente con i suoi strumenti autocostruiti.
Marco Caterina sax soprano e fiati, ormai una realtà sonora che ha solo bisogno di maggiore visibilità;
Pino Tortorici fisarmonica, musicista sopraffino con una grande versatilità, allievo del maestro Ruggiero Mascellino.
Gregorio Caimi bouzouki, storico musicista di Marsala, fondatore dei Musicanti;
Nanni Cicatello batteria e suoni dal mondo, la potenza, il ritmo nel sangue, pasionale e sanguigno, dalla terra di Rosa Balistreri;
Coro Teatrale TAM Teatro Abusivo Marsala – Collettivo Urbano D’Arte Castelvetrano diretto da Massimo Pastore

Francesco Barbata (computer) lavoro prezioso, Disco33, collabora da anni con i progetti di Ezio Noto;
Giovanni Proietto pittore, dipingerà in estemporanea durante lo spettacolo, autore delle opere in copertina dei lavori di Ezio Noto “Mio Padre non conosce la mia musica” e “Tintinnabula”;
Salvatore Alessandro Turturici scenografo Architetto, occhio, gusto, fantasia e competenza;
Salvatore Rizzuti con noi uno dei più importanti scultori italiani “Il Pianto di Agamennone” la sua magnifica opera, presente sulla scena di Napordu.