Parco Archeologico Selinunte Cave di Cusa e Teatro libero ac presentano Primo FESTIVAL DELLA LUCE GIUSTIZIA E VERITA’ diretto da Giacomo Bonagiuso

Ecco Il programma:
13 AGOSTO MALOPHOROS
in limine lucis – tramonto (ORE 18.30)
DEBORA MESSINA E I MUSICANTI
in La voce di Rosa Balistreri e Ignazio Buttita
con ROSARIO LISMA

20 agosto TeMPIO DI HERA
ante lucem PRIMA LUCE DEL MATTINO
– ALBA (ore 6.00)
De Veritate: Pilato vs Jesus
Performance da Dostoevskij, Bulgakov, Vangelo di Giovanni, e Battiato
Regia di Giacomo Bonagiuso

8 SETTEMBRE TEMPIO DI HERA (DALLE 20)
POST TENEBRAS LUX
Dalla Parte di Antigone?
Conferenza dibattito sul concetto di Legalità e Giustizia
a cura di Elena Ferraro
seguirà la rappresentazione teatrale del COLLETTIVO URBANO D’ARTE in “Fango”, dramma di GABRIELLO MONTEMAGNO (La Repubblica)

Il Festival vuole essere un omaggio alla luce nella sua commistione necessaria con l’ombra. Il viatico è dalla tenebra alla luce, dal tramonto a Malophoros (13 agosto ore 18,30) con le rasoiate dei testi di Buttitta declamati dal grande attore ROSARIO LISMA e le lame cantate dalla voce di DEBORA MESSINA che rende omaggio a Rosa Balistreri, all’alba al Tempio di Hera (giorno 20, ore 6 del mattino) con una straordinaria corale che mette in scena oltre 40 attori e cantori per un DE VERITATE epocale che unisce le versioni di Dostoevskij, Bulgakov e San Giovanni sullo scontro tra Pilato e Gesù in una atmosfera mistica in cui echeggiano le più belle arie di Franco Battiato. La regia degli eventi è del direttore artistico del Festival Giacomo Bonagiuso.

Una scelta forte quella del Direttore del Parco Enrico Caruso, quella di ospitare e promuovere questo festival che promette di essere una prima edizione…
Cosí come forte è la scelta di chiudere a Settembre, l’otto, con un Convegno a cura di Elena Ferraro sul rapporto tra Giustizia e Verità (Antigone vs Creonte?) che si annuncia davvero interessante e provocatorio. Chiuderà, sempre giorno 8, dopo il Convegno, la messa in scena di FANGO, “una smorfia alla mafia” (come recita il manifesto) che rimetterà l’accento e la doverosa luce su ciò che resta dopo che il fango esonda. Perché “post tenebras lux”, dopo il buio ancora deve esserci spazio per l’alba del riscatto.