Le scuole di Castelvetrano non sono dotate dei certificati di agibilità e sulla carta risultano essere “edifici fantasma” perché non sono mai stati accatastati. Un’altra tegola per la città dove da giugno è subentrata l’amministrazione giudiziaria a seguito dello scioglimento del comune per infiltrazioni mafiose.

Dall’ufficio tecnico del comune belicino, risulta che le venti scuole tra infanzia, primaria e medie non hanno i documenti che accertano l’agibilità, mentre su venti solo cinque risultano accatastate. Le uniche scuole registrate al catasto ma che non hanno comunque anche loro un certificato di agibilità sono la “Giovanni Bosco”, primaria e infanzia, la “ Lombardo Radice”, infanzia, la “Lombardo Radice”, primaria, la “Pappalardo” e la “Enrico Medi” per le medie. Un problema, questo, che riguarda le precedenti amministrazioni in quanto i commissari straordinari si sono insediati nei mesi scorsi.

La denuncia è partita da parecchi genitori che sui social, dopo le recenti scosse sismiche che hanno interessato la città, chiedevano e si domandavano se effettivamente gli istituiti scolastici dove i loro figli passano gran parte delle loro giornate, siano a norma oppure no. “Le precedenti amministrazioni – fanno sapere i geometri dell’ufficio tecnico – tramite i nostri uffici, hanno sempre rilasciato ai vari istituti un certificato in cui evinceva il fatto che erano statisticamente idonee all’uso a cui erano adibite e quindi che non c’erano problemi di incolumità pubblica”.

E’ vero ha ribadito l’ex dirigente scolastico della scuola “Ruggero Settimo”, Pino Ancona. “Ho sempre chiesto di avere un certificato di agibilità e quindi maggiori controlli – ha detto Ancona – ma i vari dirigenti, negli anni, mi hanno sempre rilasciato solo un documento in cui mi assicuravano che erano idonee e sicure. La verità è che le nostre scuole non sono mai state controllate per come dovrebbe essere”.

I genitori si chiedono come sia possibile che nel 2017 non ci siano certificati che attestino l’agibilità con una serie di controlli. Uno dei primi a denunciare a gran voce è stato Francesco Bongiorno, portavoce del movimento cittadino “Andare Oltre” che sin dall’insediamento della commissione ministeriale, ha chiesto la verifica urgente delle certificazioni di agibilità delle strutture scolastiche.

“Sono stati richiesti i certificati di agibilità – ha detto Bongiorno – ma ad oggi non ci sono stati forniti. E’ doveroso da parte dello stato, rappresentato in questo momento dai commissari, dare delle risposte chiare e trasparenti al più presto ai cittadini. Se non dovessero essere rispettati i parametri normativi vigenti è auspicabile che l’attuale amministrazione si impegni ad attuare le linee guida per la risoluzione del problema”.

Il commissario del comune di Castelvetrano Salvatore Caccamo, in merito alla questione è chiaro. “Prendo atto della sollecitazione del movimento “Andare Oltre” e naturalmente dei genitori, ma la problematica del mancato certificato di agibilità non nasce durante la gestione commissariale, ma è una problematica che le precedenti amministrazioni avrebbero dovuto affrontare.

E’ pur vero anche, che gli edifici hanno gli standard di sicurezza regionale che consentono la fruizione dei plessi scolastici in piena sicurezza. Il nostro comune sta partecipando al bando per l’assegnazione dei finanziamenti relativi per le verifiche tecniche finalizzate alla valutazione del rischio sismico degli edifici scolastici. Le 20 scuole di competenza del comune, sono state inserite all’Ares, anagrafe regionale dell’edilizia scolastica, mediante apposite schede tecniche che consentiranno al comune di beneficiare dei contributi per le verifiche anti sismiche degli edifici. Io ritengo sia importante quanto quello di agibilità.

E’ compito nostro, adesso, avviare tutti i controlli fermo restando che le amministrazioni precedenti avrebbe dovuto attivarsi in tal senso”.

Intanto sono stati nominati i Rup per ogni edificio scolastico che, ottenuti i finanziamenti, avranno il compito di andare a verificare la conformità degli edifici per la sicurezza degli studenti.

Francesca Capizzi
per Giornale di Sicilia