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citta nuova felice erranteLa scomposta reazione del sindaco Errante all’ultimo comunicato di Città Nuova, nel quale, oltre a rimarcare la superficialità di una analisi che tendeva a scaricare sui cittadini la sola responsabilità del degrado ambientale, si sottolineavano sostanzialmente due aspetti negativi nella gestione della raccolta dei rifiuti solidi urbani nelle borgate marinare (segnatamente: la mancata attivazione di una adeguata campagna di sensibilizzazione e di informazione, e l’assenza di un valido sistema di controllo), evidenzia come, lungi dall’intervenire nel merito della questione, il primo cittadino abbia preferito diffondersi in una serie di sterili considerazioni concernenti il quadro politico generale che ha portato alla rottura del patto elettorale che gli aveva consentito, a suo tempo, di vincere le elezioni del 2012.

Giova pertanto tornare a stigmatizzare il maldestro tentativo di giustificare il rimpasto di giunta del febbraio 2015 come risposta a un fantomatico accordo “sottotraccia” tra Città Nuova e il PD, laddove si rimarca con forza che nessuna “fibrillazione” ebbe mai ad interessare l’attività del movimento, il quale, al contrario, dimostrò, in quella esperienza, spirito di sacrificio, comprensione per le oggettive difficoltà che l’azione amministrativa incontrava, concreta partecipazione nella corresponsabilità della gestione della cosa pubblica.

Agitare lo spettro di complotti e sotterranei accordi, in assenza di qualsivoglia oggettivo riscontro, costituisce una evidente falsità di chi mente sapendo di mentire, laddove tale presunta motivazione fu solo l’alibi per iniziare a spostare gli equilibri verso ambienti estranei al programma elettorale uscito vincente dalle elezioni del 2012, ambienti verso i quali il Sindaco – lui sì in fibrillazione – si era, nel frattempo, avvicinato.

Il dialogo col PD – che forse Errante dimentica costituiva parte integrante del tavolo che lo aveva candidato – si è limitato a difendere sul piano etico una posizione di chiarezza e di coerenza politica, né aveva o poteva avere, in quella circostanza, altre finalità; laddove lo spirito trasformistico del Sindaco si spingeva ad offrire a un consigliere comunale di un partito, che aveva formalmente dichiarato la sua indisponibilità a partecipare al rimpasto, la carica di assessore nella nuova compagine che si apprestava a varare.

Avere lasciato la giunta o altri incarichi costituisce la più evidente e incontrovertibile prova che Città Nuova rimane del tutto estranea a logiche spartitorie o di potere e si mantiene in un atteggiamento di pacatezza e serenità, qualità che, al contrario, non sembrano trasparire dalle piccate e significativamente fuorvianti reazioni del primo cittadino.

In ogni caso, siccome la verità si difende da sola e, a tutti i livelli, finisce per emergere, attendiamo che il tempo dimostri, come sempre, di essere galantuomo, lasciando ai cittadini – ultimi arbitri e unici depositari della sovranità – il diritto di giudicare.

Castelvetrano, 9 settembre 2015

Il Direttivo del Movimento “Città Nuova”.