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Un intervento mirato a sterilizzare gli aumenti della Tari, la tassa sui rifiuti. Aumenti che non dipendono certo dalla volontà dell’amministrazione comunale, che ha anzi deciso di utilizzare quasi 145mila euro per calmierare la tariffa, né dalla gestione del servizio, che continua a far registrare alte percentuali di differenziata. Sono altre le ragioni che fanno lievitare di anno in anno il costo complessivo per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, a partire dalla carenza di impianti per il trattamento di scarti quali le materie organiche.
Nella sua ultima seduta, il Consiglio comunale ha quindi dato il proprio placet, all’unanimità, alla proposta della Giunta di utilizzare una parte dell’avanzo derivante dal rendiconto 2021 (nello specifico 144.676 euro) per ridurre il peso della Tari per le utenze domestiche e per alcune tipologie di attività commerciali (ossia quelle interessate dagli aumenti). Per l’intervento, l’amministrazione, come sottolinea l’assessore al Bilancio Giacomo Accardi, ha utilizzato le somme rimaste dei finanziamenti concessi dallo Stato con il cosiddetto «Fondo di solidarietà alimentare» pensato per l’emergenza Covid. Somme che, qualora non fossero state utilizzate, come ha precisato la responsabile del settore finanziario del Comune, Mimma Mauro, «sarebbero tornate allo Stato».
Nel dettaglio, la riduzione inciderà su una delle due componenti della Tari, la cosiddetta «quota variabile», ossia quella relativa alla quantità presuntiva di rifiuti prodotti. Questa riduzione sarà del 30 per cento per le famiglie, mentre taglierà la quota variabile della tariffa del 45 per cento per le autorimesse e i magazzini; del 40 per cento per i bar e le pasticcerie; del 27 per cento per le attività artigianali e del 9 per cento per i capannoni di produzione.
Relativamente alle utenze non domestiche, su proposta degli uffici finanziari, il Consiglio ha poi ritenuto non corretto concedere agevolazioni alle attività morose facendone gravare il costo su chi ha sempre versato regolarmente la Tari. Per questa ragione le agevolazioni per le attività commerciali e produttive saranno concesse esclusivamente ai contribuenti che sono in regola con tutti i pagamenti della Tari degli anni precedenti.
La Mauro, rispondendo ad una specifica richiesta del consigliere di minoranza Antonio Pernice, ha spiegato che la quota di utenti in regola è di circa il 60 per cento. Un dato leggermente più alto rispetto a ciò che si riscontra in altri comuni, dove la riscossione della Tari è spesso del 50 per cento. «Da un controllo effettuato sulle utenze non domestiche che hanno subito un incremento del costo del servizio rifiuti – ha aggiunto la dirigente del settore finanziario –
, risultano attività che non hanno mai pagato la Tari». La Mauro ha quindi spiegato che «la proposta di consentire le agevolazioni alle utenze che hanno regolarmente pagato il tributo, per motivi di equità e correttezza, è stata avanzata dagli uffici finanziari ed ha trovato l’accoglimento da parte della Giunta».
Il presidente Carlo Ferreri ha dato atto all’amministrazione «di avere sfruttato una possibilità offerta dalla legge, ossia consentire le agevolazioni, soprattutto in un momento storico come l’attuale in cui ci sono aumenti causati dall’inflazione». Ferreri si è quindi compiaciuto per un atto «che riconosce un beneficio per le utenze domestiche e agevolazioni a chi, tra le utenze non domestiche, è in regola con i pagamenti», precisando che così «
si contribuisce alla stabilità finanziaria dell’ente, assicurando un’entrata che diversamente rimarrebbe dubbia», e sottolineando che «con questa scelta si persegue il duplice obiettivo di andare incontro ai cittadini e di tutelare i conti del Comune». (Nella foto d’archivio, una seduta del Consiglio comunale)

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