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Le perdite nella rete idrica costringono il Comune ad un nuovo intervento di riparazione. I lavori spetterebbero all’Ente acquedotti siciliani, posto in liquidazione nel 2020 dalla Regione e da tempo comunque non in grado di effettuare le opere di ripristino. L’amministrazione municipale si è quindi vista nuovamente costretta all’intervento sostitutivo, sia per garantire la regolare distribuzione idrica che per salvaguardare l’igiene e la salute pubblica, come si specifica nella determina del settore tecnico dell’ente, firmata dal dirigente, Vincenzo Morreale, e dal responsabile del procedimento, Giuseppe Caraccia. Una determina con la quale è stata impegnata la somma di 10mila euro per l’intervento, affidato all’impresa «Fratelli Tamburello» di Partanna. La relazione allegata alla determina, firmata dagli stessi tecnici dell’Utc, parlava chiaro: la rete idrica del centro urbano ha talmente tante perdite «che l’acqua, anziché essere distribuita agli utenti, scorre lungo le vie cittadine, determinando disagi alla popolazione con conseguenti problemi di ordine pubblico, pericolo alla circolazione stradale e rischio di possibile inquinamento delle acque». Nello specifico si interverrà per riparare le perdite nelle vie Sant’Anna (nei pressi dell’Ipsia e della vecchia chiesa), La Torre, Nenni, Trombino (all’angolo con la via Papa Giovanni XXIII), Roma, Pompei, Mattei (nella zona artigianale), Jotti, Ghandi, oltre che in contrada Magazzinazzi e nella vecchia ex regia trazzera. Si tratta del secondo corposo intervento deciso quest’anno: per il primo il Comune aveva speso 15mila euro. Somme prelevate dal bilancio municipale ma che andrebbero addebitate all’Eas, che però, per decreto del presidente della Regione, non gestisce più le reti idriche. Saranno quindi eventualmente compensate con le tariffe dovute per le utenze comunali.

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