Da un lato le ruspe che demoliscono, dall’altro Polizia municipale, tecnici comunali e della “Cogemat” di Trapani che effettuano i sopralluoghi per i prossimi immobili da buttare giù. Anche stamattina Triscina si è svegliata come un cantiere aperto sotto scorta di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Vigili urbani. Completati i lavori di rimozione degli sfabbricidi dell’ex casa di Maria Santangelo, stamattina un escavatore e un bobcat hanno iniziato a demolire la seconda casa in elenco, che è stata di proprietà di Giacomo Romano.

Lavori che saranno completati venerdì. E per il primo blocco dei 27 immobili già in lista per essere abbattuti, la Polizia municipale in parte sta acquisendo volontariamente le chiavi degli ex proprietari, in altri immobili, invece, l’ingresso sarà forzato.

L’iter è standard: «Si effettua un sopralluogo per stilare un verbale di consistenza che consentirà di fare una stima degli sfabbricidi da smaltire – spiega il comandante della Polizia Municipale, Vincenzo Bucca – poi, nel caso in cui non abbiamo ricevuto le chiavi, forziamo l’ingresso per verificare i vani interni. Noi invitiamo sempre gli ex proprietari a liberare la casa, ma non sempre questo avviene». Come nel caso del signor Sebastiano Bono: la sua casa in via 153 dovrà essere abbattuta ma stamattina l’immobile non era stato ancora svuotato. Il signore, di origini di Campobello di Mazara, vive in Svizzera. «Noi abbiamo notificato l’ordinanza di sgombero ma non abbiamo avuto cenni di riscontro» spiega Bucca. A finire sotto i colpi di ruspa saranno in totale 85 case a Triscina.