A 24 anni dall’approvazione dell’ultima mappa dei collegi elettorali disegnata con la legge «Mattarellum»(che prese il nome dall’allora relatore Sergio Mattarella), con la nuova legge elettorale approvata alla Camera dei deputati e al Senato si ridisegna la geografia dei nuovi collegi.

Col decreto legislativo del Governo di due giorni fa, l’assetto elettorale della provincia di Trapani è stato «rivoluzionato». Otto comuni della provincia si distaccano dall’originale collegio di Marsala e sono stati accorpati a quello di Sciacca (denominato uninominale 9 della circoscrizione Sicilia 1 per Camera dei Deputati) che vede insieme moltissimi comuni della provincia di Agrigento (Alessandria della Rocca, Bivona, Burgio, Calamonaci, Caltabellotta, Cammarata, Casteltermini, Cattolica Eraclea, Lampedusa e Linosa, Lucca Sicula, Menfi, Montallegro, Montevago, Ribera, Sambuca di Sicilia, San Biagio Platani, San Giovanni Gemini, Santa Margherita Belice, Santo Stefano Quisquina, Sciacca e Villafranca Sicula).

Nel collegio di Sciacca, oltre Mazara del Vallo, sono finiti anche Campobello di Mazara, Castelvetrano, Pantelleria, Partanna, Salaparuta, Poggioreale e Santa Ninfa. Il resto dei paesi del Trapanese sono rimasti nel collegio di Marsala. Una nuova mappa che mette insieme territori con peculiarità diverse e in una zona vastissima, che ha già fatto scoppiare le polemiche. Il testo è ora al vaglio delle Commissioni per gli affari costituzionali di Camera e Senato che avranno 15 giorni per formulare il parere. Toccherà poi al Governo l’ultima parola.

«Il rischio è quello che il nostro territorio diventi ancor più periferia e poco rappresentato» spiega il sindaco di Partanna, Nicola Catania (che è anche coordinatore dei sindaci del Belice), che già oggi invierà una lettera ai presidenti delle due Commissioni che esamineranno il testo del decreto.

E Catania ironizza proprio sulla nuova mappa ridisegnata dal decreto: «Per fare la campagna elettorale sarà ora necessario noleggiare un aliscafo per raggiungere Pantelleria e Lampedusa e anche un mezzo 4×4 per percorrere le strade dell’entroterra agrigentino…».

Si andrà verso un cambiamento radicale della geografia politica? Quelli che si prospettano sono anni che potranno determinare nuovi assetti istituzionali e organizzativi, oltre che il cambio dei punti di riferimento politici di comunità che hanno sviluppato, sino a oggi, un percorso sociale, economico e politico.

di Max Firreri
per Giornale di Sicilia