È ridondante dire che l’ultima rivista del liceo classico Pantaleo, Peter Pan, sotto la regia di Giacomo Bonagiuso, è riuscita a destare nel pubblico castelvetranese di tutte le età forti emozioni e una divertita nostalgia delle favole.

Al di là del clamoroso successo, è importante sottolineare i molti fini paideutici, il valore dell’esperienza e il duro lavoro sopportato ed eseguito da i ragazzi protagonisti, in quanto un percorso di questo tipo non deve essere apprezzato soltanto a prodotto finito, ma nella maturazione di chi lo vive in prima persona.

8 e 9 gennaio 2015 – Teatro Selinus Castelvetrano
peter pan liceo classico

Infatti lascia riflettere un pubblico come quello di Castelvetrano, che un evento del genere non solo può, ma deve coinvolgere chi sta dietro le quinte e chi lo apprezza da fuori. Mettere su un musical, comporta quanto nell’anima del singolo che nell’anima del gruppo, un mettersi alla prova, una presa di coscienza di se stessi e delle proprie capacità, che nel percorso per la riuscita del momento artistico, scalfisce le barriere della timidezza e della sfiducia in se stessi.

Lo sviluppo di uno spirito critico sugli strumenti che ognuno di noi ha a disposizione, prima il carattere e poi il corpo, è quel fondamentale che un giovane acquista in un percorso teatrale e che gli permetterà di avere uno sguardo più ampio su stessi, in molte situazioni che la vita ci mette davanti.

Da ciò, anche una rivista, o un’esperienza collettiva come il teatro, al di là del successo o dell’insuccesso realizza nei ragazzi la capacità di guardare con più amore se stessi, rintracciare e risolvere le proprie debolezze nei confronti del giudizio altrui. La via per questi risultati è necessariamente caratterizzata dalla costante fatica, dal sacrificio e dalla ricerca di un autocontrollo che permetteranno alla fine, di lasciare qualcosa che va oltre la semplice messa in scena.

Tirando le somme, Peter Pan deve ricordarci oltre lo spettacolo, oltre la favola, la vera e propria “spinta sociale” spesso dimenticata, nei confronti dei giovani, del teatro, della cultura e dell’arte in generale, “spinta” che diventa un contributo importantissimo quando incontra un altro fine umano come quello della beneficenza. Crescita personale e quindi crescita sociale diventano gli ingredienti principali di una formula vincente che fa di Peter Pan un appuntamento a cui nessuno può mancare.

di Germano La Monaca e Gilda Cirrincione