Dopo mesi trascoirsi nel dubbio, il ministero delle Infrastrutture ha inviato un provvedimento di soppressione dell’ente, la cui esistenza è resa incompatibile con il volume di tonnellaggio in transito nello scorso triennio. Il sindaco della città e il presidente della Provincia si scagliano contro la presa di posizione del dicastero: “Così rischiamo di non poter ospitare la Coppa America e di bloccare i lavori al Porto”.

L’Autorità portuale di Trapani, dopo avere trascorso in bilico le ultime settimane, è stata soppressa dal ministero dei Trasporti. La procedura di scioglimento era stata avviata due mesi fa, in seguito ad una verifica sul volume delle merci in transito dal porto nel triennio 2004-2006 che, secondo il ministero, non avrebbero raggiunto la quota necessaria per il mantenimento dell’ente secondo i requisiti di legge.

La legittimità inoltre era stata messa in dubbio anche da altre verifiche di dati riguardanti quelli forniti al momento dell’istituzione (e sulla vicenda è in corso un procedimento giudiziario). Adesso, piomba sulla città della falce la decisione di Bianchi, contro cui si scaglia il sindaco di Trapani, Girolamo Fazio: “La soppressione conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, l’esistenza di interessi poco chiari e di un modo di fare politica volto a penalizzare scientemente il nostro territorio”. Il primo cittadino fa riferimento alle contraddizioni dettate di recente dall’affermazione del sottosegretario Casillo, che in Parlamento aveva definito di “dubbia legittimità” un provvedimento di soppressione. Inoltre, Fazio ricorda come la decisione del ministero contrasti con altre prese di posizione del governo, come “il cronoprogramma stilato, con grande fatica, con il ministero delle Infrastrutture e quello dell’Ambiente per la ripresa dei lavori al porto”. A questo punto è nel dubbio, per il sindaco, anche una nuova edizione dell’America’s Cup, oltre che i lavori di completamento e ampliamento delle banchine e delle strutture. Nel frattempo il Comune annuncia un’azione legale contro il provvedimento.

Il presidente della Provincia Antonio D’Alì, rimprovera che “il provvedimento giunge senza il dovuto concerto istituzionale, per altro richiesto dallo stesso Di Pietro, con il ministro delle Infrastrutture. A conferma dello stato confusionale in cui opera questo Governo”. Per D’Alì, che aveva proposto un’Autorità di Sistema per tutta la provincia di Trapani per superare eventuali problemi di tonnellaggio, “il provvedimento mortifica il territorio provinciale, è teso a soffocare ogni aspirazione di riscatto e di sviluppo legati all’economia del porto, ci vuole escludere da una piena ed autonoma partecipazione al grande mercato unico del Mediterraneo cui mirava l’Autorità Portuale di sistema, e – conclude – avvilisce il rapporto istituzionale tra ministeri, tra Governo e Parlamento e tra Governo ed enti Locali.

A favore dell’ente, si erano mossi anche esponenti del centrosinistra locale, come il Senatore Nino Papania (Margherita), che il 20 settembre aveva discusso con il ministro Bianchi della sorte dell’Autorità Portuale trapanese. Oggi Papania ritiene che la soppressione “non è rispettosa intergralmente delle procedure di legge” e la considera “sbagliata” e “da rimettere in discussione”.
Alle manifestazioni di sostegno per l’ente (il 10 settembre la più significativa) era stato dimostrato un interessamento e un coinvolgimento bipartisan. L’Autorità Portuale è stata adesso posta in liquidazione, e commissario liquidatore è stato nominato l’ammiraglio Ferdinando Lavaggi, direttore marittimo della Sicilia occidentale e comandante della Capitaneria di porto di Palermo.

(fonte. ateneonline-aol.it)