Pubblichiamo di seguito la lettera aperta di Silvana Rizzo che desidera condivide con i lettori del nostro giornale online la propria esperienza presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale “Vittorio Emanuele II” di Castelvetrano.

Sabato, nel tardo pomeriggio, mio marito ha avuto un bruttissimo incidente ad una mano, con il rischio di perdere la falange di un dito. Subito corsi al Pronto Soccorso siamo stati accolti dal dott. Bartolotta che con grande umanità ha cercato di rassicurarci in ogni istante, dando nel frattempo indicazioni al personale su ciò che andava fatto.

Dopo essersi consultato con il medico ortopedico dott. Friscia, che ha effettuato una visita e dato la sua valutazione, il dott. Bartolotta ha fatto una serie di telefonate dirette a diversi Ospedali, sottolineando l’urgenza di una visita specialistica e molto probabilmente di un intervento da parte di un chirurgo plastico.

Purtroppo le risposte sono state tutte uguali: “Non c’è posto”. Il dottore però, senza mai perdersi d’animo, ha continuato a chiamare, dicendo che non voleva che il paziente potesse perdere la falange solo per non essere intervenuti celermente. Alla fine, dopo una telefonata con il personale dell’Ospedale Civico di Palermo, si è deciso per partire in ambulanza alla volta di Palermo. Lì poi, in appena un paio d’ore, mio marito è stato operato da una scrupolosa e brava dottoressa, medicato e dimesso. Rientrati al Pronto Soccorso di Castelvetrano, il dott. Bartolotta ha preparato tutto il necessario per le dimissioni e verso le 23.00 eravamo già a casa! Per fortuna, pericolo scampato.

Voglio concludere dicendo quanto siano state fantastiche tutte le persone con cui siamo entrati in contatto sabato sera in Ospedale, dalle due graziosissime signore all’accoglienza, agli infermieri, sia quelli all’interno del reparto che gli altri arrivati con l’ambulanza, al dott. Friscia.

Tutti hanno lavorato e agito con solerzia, serietà e garbo. Su tutti, particolare plauso desideriamo mostrarlo verso il Dr. Bartolotta che ci ha accolti e confortati con i suoi modi gentili (dote oggi assai rara), che ha curato mio marito dall’arrivo in Ospedale fino al momento in cui gli ha suturato la ferita prima di trasferirlo a Palermo, e che con la sua determinazione e fermezza è stato il vero artefice dell’integrità di quella mano sofferente. Se lui non avesse insistito e se non fossimo andati quella sera, non so come sarebbe andata… Dunque grazie al dottore ed a tutto lo staff del Pronto Soccorso!”

Silvana Rizzo