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Ripristinare l’attuale linea ferroviaria Castelvetrano-Porto Palo di Menfi? Uno sbaglio enorme. Lo dice l’ingegnere Roberto Di Maria, amministratore di “Sicilia in Progress” che ha seguito la questione legata all’istituzione del Tavolo tecnico al quale si sta decidendo di ripristinare l’ex linea ferroviaria a scartamento ridotto, oramai in disuso da 36 anni. Dal 1985 quel tratto di linea ferrata non è più in attività perché era necessario l’impiego di mezzi ad hoc e questo aumentava enormemente i costi di esercizio di una linea già gravata dalla pesante concorrenza del gommato.

«Pensare a ripristinare la linea ferrata sull’attuale sedime con un andamento plano-altimetrico oltremodo tortuoso e incompatibile con il moderno esercizio ferroviario è sbagliatissimo – dice Di Maria – e poi lungo l’ex tracciato ferroviario sono stati apposti vincoli e, in alcuni casi, si è provveduto alla vendita di alcuni terreni».

Per Di Maria è, dunque, un errore ripensare al ripristino dell’ex linea ferrata a scartamento ridotto. «Sarebbe un ulteriore errore pensare all’utilizzo di mezzi d’epoca. In Italia abbiamo poche linee ferroviarie italiane dismesse e poi riaperte (col contagocce) all’esercizio, dove ci sono pochi treni al mese, se non all’anno, per eventi occasionali», dice Di Maria.

Tra le criticità evidenziate da Roberto Di Maria ci sono i vincoli della Riserva naturale foce del fiume Belìce, al cui interno passa la linea ferrata. E l’ingegnere parla di «faciloneria di chi ha ipotizzato un ripristino ferroviario senza esaminare le condizioni al contorno». L’amministratore di “Sicilia in progress” ritenendo fallimentare pensare al ripristino della linea a scartamento ridotto, lancia, invece, la proposta di una ferrovia a scartamento ordinario su nuovo tracciato: «Si tratta di un tracciato moderno, performante e sostenibile, con caratteristiche plano-altimetriche tali da consentire sia il moderno esercizio ferroviario, sia la presenza di treni turistici, o storici», spiega Di Maria.

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