L’ex sindaco di Castelvetrano, Tonino Vaccarino, è stato rinviato a giudizio dal giudice per le udienze preliminari Antonella Tesoriere. Vaccarino è stato arrestato il 16 aprile dello scorso anno, assieme a due carabinieri, nell’ambito delle indagini sul latitante Matteo Messina Denaro. La Dda di Palermo accusa Vaccarino di concorso in rivelazione di segreto d’ufficio e favoreggiamento personale con l’aggravante per mafia. Secondo la Procura, Vaccarino avrebbe ricevuto un’intercettazione riservata dal tenente colonnello Marco Alfio Zappalà, in servizio alla Dia di Caltanissetta.

Poi l’ex primo cittadino – che, tra il 2006 e il 2007, ha intrattenuto una corrispondenza con Messina Denaro per conto del Sisde – rivelò il contenuto dell’intercettazione a Vincenzo Santangelo, titolare di un’agenzia funebre già condannato per mafia. Una conversazione in cui due soggetti (all’epoca indagati) parlavano del funerale di Lorenzo Cimarosa, cugino acquisito di Messina Denaro e collaboratore di giustizia morto nel gennaio 2017 a causa di una grave malattia.

«Siamo certi che in dibattimento la vicenda si chiuderà con l’assoluzione. Il professor Vaccarino ha sempre collaborato con lo Stato a costo di mettere a rischio la sua vita e la sua famiglia. Questa difesa rileva che già il Tribunale del riesame ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare per insussistenza indiziaria dei reati. In sede dibattimentale si esaminerà dettagliatamente la vicenda, porteremo nuove evidenze che dimostrano l’assoluta infondatezza dell’ipotesi di reato di favoreggiamento» è stato il commento degli avvocati Baldassare Lauria e Giovanna Angelo che difendono Vaccarino.