A volte non basta l’ottimismo generale, potrebbero non essere sufficienti le raccomandazioni in merito al fatto di mantenersi costantemente impegnati in varie attività, né possono servire, in alcuni casi, i tanti contenuti che possono essere trovati online. È possibile stressarsi anche in seguito alla nullafacenza: si tratta di una condizione che sta diventando tristemente nota a numerosissime persone.

Lo stress da noia è una delle condizioni più difficili da combattere, specialmente in tempi duri come quelli odierni: la condizione di chi non sa cosa fare nel tempo libero non è rara come possa sembrare.

Stare chiusi in casa per tempi prolungati è una condizione che può influenzare negativamente il corpo e lo spirito, portando le persone ad “andare fuori di testa”, una complessa situazione psichica che può essere identificata genericamente come stress.

Ecco perché, di recente, si è registrato un aumento della richiesta di prodotti a base di cannabidiolo (o CBD) nelle piattaforme di e-commerce specializzate in questo settore. Sia i tipi di prodotto che le alternative sono moltissime e per esempio potrai trovare tante varietà di hashish legale su Justbob, insieme con olio CBD.

Ma in che modo la cannabis light può essere d’aiuto in queste situazioni?

CBD: il re dei cannabinoidi

Al centro dell’attenzione degli utenti vi è lui, il cannabidiolo, comunemente noto come CBD. I cultori della cannabis psicotropa ne hanno un’idea controversa ma il CBD è il vero protagonista della rinnovata attenzione rivolta alle infiorescenze e alla resina della cannabis.

A differenza della versione psicoattiva, infatti, la cannabis light non induce alcuno stato di alterazione dei sensi e, se non fosse per il nome, potrebbe tranquillamente rientrare tra i rimedi erboristici più apprezzati di sempre.

Contenuto in concentrazioni variabili all’interno della pianta, il CBD viene comunemente assunto tramite olii al CBD concentrati. Questi si prestano a vari impieghi e possono essere liberamente assunti secondo le proprie necessità e la capacità del proprio corpo di assorbire la sostanza.

Il CBD, infatti, non è una molecola estranea al nostro corpo ma molto simile ad altre sostanze che naturalmente vengono prodotte dall’organismo: gli endocannabinoidi.

Ma mentre le vendite di prodotti a base di CBD, in primis olio di CBD, salgono alle stelle, gli scettici si interrogano sulla reale efficacia della sostanza. Si tratta dell’ennesimo caso di effetto placebo o vi è una base scientifica?

Olio al CBD: coinvolti i ricettori CB1R e 5-HT1A

La risposta è già disponibile a tutti gli appassionati di ricerca medica ormai da tempo: con il numero del 30 Agosto 2019, nel volume numero 94, infatti, la rivista Progress in Neuro-Psychopharmacology and Biological Psychiatry ha pubblicato uno studio condotto dall’Università di San Paolo in Brasile.

Vari testi sulle cavie da laboratorio, infatti, hanno portato a confermare l’efficacia del CBD nel curare stati di stress e aggressività accentuata indotti da una situazione di isolamento sociale.

Condizione alla quale normalmente ci si riferisce con espressioni come “avere i nervi a fior di pelle” e che clinicamente viene curata con la somministrazione di farmaci ansiolitici, antidepressivi o antipsicotici.

Lo studio dell’Università di San Paolo, invece, ha messo in evidenza come il metabolismo del CBD all’interno dei soggetti implica la partecipazione attiva dei recettori CB1R e dei recettori 5-HT1A. Arabo?

Niente affatto: si tratta di recettori coinvolti nella corretta circolazione di un importantissimo neurotrasmettitore, anche noto come il “neurotrasmettitore della felicità”, la serotonina.

Svolgendo un ruolo attivo nella circolazione e nella regolazione dei livelli di serotonina, dunque, il CBD svolge un ruolo attivo nella regolazione dell’equilibrio psichico degli umori. Mistero risolto.

Sempre la rivista in questione, tuttavia, pone l’accento su una importante accortezza da tenere al riguardo: nella misura in cui innumerevoli sono gli interessi in ballo, non tutte le informazioni che circolano sulle proprietà dell’olio CBD possono vantare una base scientifica comprovata.

Ecco perché l’informazione resta comunque il miglior modo per evitare spiacevoli fraintendimenti.

Perché proprio l’olio al CBD?

Tra le tante modalità di assunzione (si è parlato di hashish e infiorescenze) perché proprio l’olio al CBD?

La risposta si può trovare in molti blog informativi dei siti specializzati nella vendita di questo prodotto, come per esempio quello di Justbob, nel quale si afferma che certamente uno dei maggiori punti di forza, insieme all’alta concentrazione della sostanza a cui abbiamo fatto riferimento è la versatilità di utilizzo.

Una modalità di assunzione pratica e che presenta molti vantaggi, come per esempio la confezione: la boccetta dotata di contagocce permette di calcolare minuziosamente la quantità che si vuole assumere e di regolare in poco tempo l’assunzione a quelli che sono i propri bisogni.

La forma liquida della sostanza, inoltre, la rende idonea sia ad un’assunzione diretta (quella sublinguale è la più diffusa, nei paesi in cui questo è permesso dalla legge), sia all’impiego come elemento aggiuntivo in tisane e infusi che permettono di smorzarne l’aroma forte.

 

Si tratta di un aroma intenso che non tutti apprezzano. Per questo molto spesso il concentrato di cannabidiolo viene diluito con olio d’oliva o di cocco, che ne smorzano il gusto. Non mancano affatto, infine, persone che usano l’olio CBD in combinazione ad altri aromi come liquido per i profumatori o per l’aromaterapia. De gustibus non disputandum est.