Quarantena per chi è arrivato in Sicilia prima del 3 giugno. Si apre uno spiraglio per tornare velocemente alla vita normale. La svolta arriva da una nota dall’Assessorato alla Salute, inviata oggi, in prima battuta, ai direttori Generali delle Aziende Sanitarie Provinciali. Nel documento si fa riferimento all’Ordinanza n. 22 del Presidente della Regione e si danno istruzioni esecutive in materia di isolamento domiciliare obbligatorio.

Riassumendo, scrivono, tra le altre cose, e a firma congiunta, i direttori generali dei Dipartimenti per la Pianificazione Strategica, Mario La Rocca, e del Dipartimento delle Attività Sanitarie Osservatorio, Maria Letizia Di Liberti. Per quanto concerne i soggetti rientrati in Sicilia prima dell’ordinanza del Presidente Musumeci sono stati individuati tre sottogruppi: le persone rientrate prima del 28 maggio che già da subito possono fare il tampone rinofaringeo. Nel caso di risultato negativo, gli interessati possono reinserirsi nella comunità. Poi ci sono le persone rientrate in Sicilia tra il 29 di maggio e il 2 di giugno.

In questo caso gli interessati devono contattare l’USCA (Unità Speciali di Continuità Assistenziale) competente per territorio al fine di essere sottoposti ad un triage telefonico mirato all’accertamento del reale stato di salute, con l’obbligo però di produrre un’autocertificazione che escluda la possibilità di familiari affetti da Coronavirus o di aver avuto contatti con persone con sintomatologia relativa al Covid 19.

Se non ci sono problemi anche in questo caso le persone interessate possono reintegrarsi liberamente nella comunità. Chi è arrivato dopo il 3 giugno, ovviamente, non ha nessun obbligo di isolamento. Si chiude nel migliore dei modi una vicenda che avrebbe penalizzato per ben due volte molti siciliani che, rispondendo alla propria coscienza e nel rispetto degli altri, nei momenti più bui di questa pandemia hanno preferito rimanere nelle zone ad alto rischio con enormi sacrifici personali ed economici.

fonte. Protezione Civile Sicilia