L’emergenza causata dal Covid- 19 ha decisamente stravolto gli stili di vita di buona parte degli Italiani e non solo.
Tra le molteplici indagini statistiche che si possono effettuare già adesso viene fuori un dato certo: il cane, ora più che mai, è una risorsa preziosa per molti. 
Vi chiederete dove sta la novità; in fondo si sapeva già che il cane è stato da sempre un fidato ed instancabile aiutante dell’uomo, ma in questa situazione lo diventa ancor di più anche per chi, dopo averlo comprato in un “pet- store” magari come regalo di natale alla figlia,  lo aveva “riposto” in un angolino di casa una volta che questo aveva iniziato a mangiare le pantofole o a fare la pipì sul tappeto, quasi come se dovesse scontare un’ eterna punizione per simili malefatte.

Le restrizioni imposte dal Governo che obbligano tutti a stare a casa fanno riflettere e comprendere quanto sia difficile privarsi degli svaghi, del fare attività, incontrare persone o semplicemente fare una passeggiata, ed è inevitabile accorgersi di quanto il cane, quello rilegato all’ angolino di casa o lasciato su un terrazzo, abbia una vitalità, un carattere, dei bisogni sociali ed un’ innata voglia di esplorare, proprio come noi.
Si scopre allora, in tempi di Coronavirus, di essere simili al nostro amico a 4 zampe e di avere simili necessità.

In questi giorni, e sempre più frequentemente, possiamo osservare dai balconi di casa che i vicini di quartiere proprietari di un cane si impegnano nel farlo uscire per una passeggiata sia al mattino, sia a mezzodì, che a sera. Scene mai viste prima.  E’ buffo se ci si riflette, ma è così: molte persone hanno scoperto di avere un cane in casa “grazie al Coronavirus”; hanno scoperto cioè di possedere un animale fisico, reale, animato e non più soltanto un fastidioso lamento da sopportare alla sera, rientrati stressati dal lavoro. Forse, prima di tutto questo,  quell’ammasso tremolante di pelliccia veniva considerato soltanto come un fastidioso problema di cui occuparsi e non come un’ opportunità di svago.

Al rientro dell’emergenza, che speriamo sia a breve, ricordiamoci del nostro “fedele” amico e ripaghiamolo con maggiori attenzioni. Lui non ci ha mai abbandonato, nonostante tutto. Ci ha tenuto compagnia, ci ha fatto sgranchire le gambe e ci ha fatto prendere una boccata d’aria quando ne avevamo di bisogno. Sicuramente non ci sarà più tutto il tempo a disposizione come adesso, ma  rimane pur sempre la possibilità di scegliere come impiegare il nostro tempo libero. Dedichiamogli più attenzioni.

“Immergetevi in un bosco a primavera insieme a lui, scoprite come germogliano i fiori, assaporate l’odore della pioggia sotto gli alberi e apprezzate la fatica di arrivare in cima ad una salita al tramonto. Lì, accanto a voi, troverete uno sguardo felice, una coda fiera e un cuore grato. Fidatevi, starete meglio anche voi. “