Sono giorni di particolare apprensione per le attività commerciali in Sicilia. Sono previste infatti per domani, venerdì 30 aprile, le nuove assegnazione dei colori alle regioni. L’Isola in zona arancione fino a domenica 2 maggio spera di ritrovare il giallo a partire da lunedì 3. Un cambio di restrizioni mai così importante visto che coinciderebbe con le prime riaperture, in primis i ristoranti all’aperto. In questi giorni la Sicilia fa segnare un’incidenza di casi lontani dai livelli minimi che permetterebbero il completo ripristino del tracciamento dei contagi, ma questa è una condizione che accomuna tutta Italia mentre fa ben sperare la traiettoria della curva epidemiologica. Negli ultimi 7 giorni – si legge sul Giornale di Sicilia – si registra un calo dei contagi dell’11,5%, segno che l’epidemia è in fase di regressione seppur con delle differenze di provincia in provincia.

Lasciano ben sperare le parole di Antonio Cascio sul Giornale di SIcilia. “Sono fiducioso: la Sicilia potrà entrare in zona gialla. Ma non è un liberi tutti – dichiara il direttore del reparto di Malattie Infettive al Policlinico di Palermo. – potremo andare al mare con una certa libertà, frequentare la spiaggia” ma no agli assembramenti e poi importantissima la vaccinazione: “Unico strumento che ci permetterà di tornare ad una vita normale”.

Al momento 13 regioni e 2 province autonome hanno ottenuto la zona gialla: Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Molise, Marche, Piemonte, Pa Bolzano, Pa Trento, Toscana, Umbria e Veneto. La Sicilia spera di unirsi a loro dal 3 maggio e lasciare la zona arancione, in cui si trovano anche Basilicata, Calabria, Puglia e Valle d’Aosta. Unica regione in zona rossa è la Sardegna.

Entrare in zona gialla cambierebbe radicalmente lo scenario delle restrizioni: sarebbero consentiti gli spostamenti in entrata e in uscita dal territori. Con i negozi già aperti, via libera anche a ristoranti bar, pub, gelaterie, pasticcerie “con consumo al tavolo esclusivamente all’aperto, anche a cena” nel rispetto degli orari del coprifuoco e dei protocolli di sicurezza: la circolare del Viminale ribadisce che il rientro a casa deve avvenire entro le 22:00.