«Il contesto criminale della provincia continua ad essere caratterizzato dalla presenza pervasiva di Cosa nostra». C’è scritto questo nella relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia che è stata resa pubblica oggi. Secondo quanto è stato accertato dalle indagini Cosa Nostra in provincia di Trapani mantiene la tradizionale struttura organizzativa unitaria e gerarchica. «Sono stabili anche le posizioni di vertice all’interno dei mandamenti di Trapani, di Alcamo e di Castelvetrano: iprimi due continuano, infatti, a fare riferimento a noti esponenti di storiche famiglie mafiose condannati all’ergastolo, mentre il terzo al latitante Matteo Messina Denaro».Più dinamico, invece, è lo scenario del mandamento di Mazara del Vallo.

Per la Dia lo scenario generale della mafia in provincia di Trapani prende in considerazione equilibri, dinamiche e assetti di vertice tenendo conto degli effetti delle periodiche scarcerazioni, per fine pena, di mafiosi detenuti. «Al riguardo – c’è scritto nella relazione – di particolare rilievo, le scarcerazioni del fratello e di un cognato di Matteo Messina Denaro, che potrebbero andare a ricoprire i vuoti creati nelle fila dell’organizzazione mafiosa castelvetranese conseguenti agli arresti effettuati nell’aprile 2018, nell’ambito dell’operazione “Anno zero”».

Per la Dia Matteo Messina Denaro «continua a essere il principale punto di riferimento, per il tramite dei familiari, per le questioni di maggiore interesse dell’organizzazione, per dirimere controversie, ricomporre dissidi, stemperare critiche, moderare perplessità e ambizioni o per nominare i vertici delle diverse articolazioni mafiose della provincia». La relazione della Dia evidenza l’esistenza di un’ulteriore componente di soggetti, «semplicemente interessati ad allontanare la sempre più pressante attenzione istituzionale e mediatica legata alla cattura del latitante, che ostacola la realizzazione dei propri lucrosi business criminali».

Un ulteriore elemento evidenziato dalla relazione è quello che Cosa Nostra trapanese ha saputo infiltrarsi anche nella grande distribuzione alimentare, nell’ambito turistico alberghiero, nei lavori connessi alla realizzazione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, nelle scommesse e nel gioco on line, nella grande industria manifatturiera e negli investimenti immobiliari, realizzati anche attraverso la partecipazione alle aste giudiziarie. «Da rilevare – scrivono nella relazione – poi, il forte interesse ad accedere ai finanziamenti pubblici, siano essi regionali, statali, che comunitari».