Mancano le offerte di lavoro. Il secondo round dello strumento di sostegno economico rivolto alle famiglie con un reddito inferiore alla soglia di povertà, almeno in Sicilia, parte molto a rilento. La fase due del provvedimento dovrebbe partire domani con le convocazioni per l’assegnazione di un “Patto per il lavoro” (il percorso che sulla carta dovrebbe dare un’occupazione a chi riceve l’assegno), ma l’isola è impreparata. Lo scrive oggi Repubblica: «le scrivanie che i navigator dovranno utilizzare non sono ancora neanche state ordinate, ma soprattutto i Centri per l’impiego non hanno offerte di lavoro»scrivono Antonio Fraschilla e Claudio Reale. «Anzi, a onore del vero ne hanno 200. Peccato però che i percettori di reddito idonei al lavoro nell’Isola sono oltre 162 mila» chiariscono i giornalisti.

Le convocazioni serviranno per un primo colloquio, cui seguirà la definizione del “Patto per il lavoro” vero e proprio e, infine, la ricerca del posto. «Chi riceve — già da aprile — l’assegno dovrebbe infatti essere avviato al lavoro: la prima offerta può essere rifiutata solo se il contratto offerto dista oltre 100 chilometri, la seconda se si trova a più di 250 e la terza in nessun caso» è scritto su Repubblica di oggi in edicola.

In provincia di Trapani il reddito di cittadinanza viene elargito a 30.728 persone (i dati forniti dall’Inps sono aggiornati al 17 luglio), che percepiscono un importo medio mensile di 545,60 euro. La Pensione di cittadinanza, invece, viene percepita da 1.928 persone, con un importo medio di 204,06.