Recuperato nei fondali a largo dell’isola di Levanzo, l’antico rostro scoperto dal castelvetranese Sebastiano Tusa, è stato portato a bordo grazie all’ intervento del nucleo sommozzatori della Guardia di Finanza di Palermo in collaborazione con i subacquei altofondalisti della GUE – Global Underwater Explorer. A condurre le delicate operazioni  di recupero, la sopraintendenza del Mare della Regione Siciliana.

Sulla motovedetta della GdF, erano presenti l’assessore ai beni culturali e all’identità siciliana, Alberto Samonà, la soprintendente del Mare,Valeria Li Vigni, il comandante della Sezione unità navali di Palermo, Massimiliano Bonura, e il capitano Daniele Bonanese della Sezione operativa navale di Trapani.

«Il rostro era stato scoperto da Sebastiano Tusa e il recupero di oggi ha un significato doppiamente importante, perché avviene il 2 agosto, giorno del compleanno di Sebastiano» – ha scritto Samonà sui social.
Nel corso delle operazioni di recupero, sono state riportate in superficie anche altri reperti tra cui una spada e diverse monete. Il rostro è stato trasportato nell’isola di Favignana dove adesso verrà custodito presso l’ex stabilimento Florio.

«Il recupero di oggi conferma la volontà dell’Assessorato regionale dei Beni culturali e dell’identità siciliana di continuare la preziosa attività dell’indimenticabile Sebastiano Tusa e di dare la giusta rilevanza alle ricerche e alle indagini sul vasto patrimonio sommerso, di cui il nostro mare è custode.Grazie di cuore alla Guardia di Finanza!» – ha concluso Samonà.

L’assessore ai beni culturali Alberto Samonà