Bisogna avere tanta pazienza per contrastare con la burocrazia di un Paese che prova, ma non riesce, nella lotta al randagismo, una piaga che nel nostro paese è diventata insopportabile.

Oggi raccontiamo la vicenda della signora Maria Saladino nel quartiere Belvedere. Tutto è successo in via Carlo Alberto Dalla Chiesa. La signora Saladino è stata da sempre una donna sensibile per gli animali, soprattutto per i randagi. Finora si è presa cura dei cani che si trovavano nei pressi della sua abitazione, circa quattro mesi fa, si è accorta che un cane, che di solito staziona proprio nella sua via, era entrata in calore; questo ha iniziato a far comparire veri e propri branchi proprio vicino casa sua. Ecco perché la signora Saladino contatta immediatamente una volontaria dell’Enpa, che le consiglia di rivolgersi al canile, per la sterilizzazione.

È così che la signora Saladino chiama il canile di Castelvetrano. La telefonata però serve a poco. Gli operatori le dicono di ritelefonare dapprima dopo una settimana, trascorsa quella settimana, dopo la chiamata, le dicono di richiamare  dopo 15 giorni, ma nel frattempo nascono otto cuccioli in strada.  Il dialogo tra la signora Saladino e gli operatori del canile continua. Dalla struttura pubblica le fanno sapere che i cuccioli potranno prenderli in consegna non appena saranno indipendenti nel cibarsi.

Maria Saladino però non si arrende. Ed è così che si rivolge all’assessore al ramo, Irene Barresi. È a lei che spiega la situazione e la necessità di un aiuto concreto. L’amara sorpresa, dopo mesi di telefonate, arriva però questa settimana, dopo un sopralluogo di un responsabile del canile: la struttura pubblica non ha mezzi per il recupero dei cani e non ha posti disponibili. E il randagismo rimane, purtroppo, ancora un problema.