pentastellati m5s castelvetranoNei giorni scorsi dei cani randagi scorrazzavano tranquillamente all’ingresso del parco archeologico. Alcuni cittadini li hanno fotografati e ne hanno segnalato la presenza alle autorità comunali.

Poi si sono lamentati con noi del meetup Castelvetrano-Selinunte per la mancata risoluzione del problema.
Noi non vogliamo entrare nel merito della vicenda in sé perché non ne conosciamo i dettagli e possiamo anche supporre che chi doveva intervenire può aver avuto le sue difficoltà.

Vogliamo, invece, prendere spunto dall’episodio per un ragionamento più generale.

La prima considerazione che facciamo è che sempre più spesso siamo stati contattati per problematiche locali e questa crescente fiducia da parte dei cittadini ci onora e ci rende anche consapevoli delle nostre responsabilità quali membri di un movimento politico che cerchiamo di rappresentare al meglio delle nostre possibilità. A livello nazionale siamo lanciati verso una realistica ipotesi di governo ed a livello locale cresciamo, ci consolidiamo, ci ristrutturiamo e siamo fiduciosi nel fatto che sempre più cittadini volenterosi vorranno abbracciare il nostro progetto e spendere un po’ del loro tempo e delle loro energie per la collettività.

Una seconda considerazione nasce dall’aver percepito l’episodio dei cani randagi liberi nel parco archeologico come la triste metafora di un paese allo sbando (l’Italia – il minuscolo di “paese” è voluto e non si riferisce a Castelvetrano). Chissà per colpa di chi esistono i cani randagi liberi e chissà perché ci possono essere difficoltà ed intervenire tempestivamente così come, analogamente, chissà perché viviamo in una Italia ed in una Sicilia che non solo non funzionano ma che andranno sempre peggio, se non si inverte la rotta.

Basti pensare al debito pubblico che ormai ci strozza e ci toglie respiro e futuro, alla nostra classe politica inadeguata che pensa che entrare in politica e farsi eleggere da qualche parte sia come superare un concorso per “sistemarsi” e non invece assumersi delle responsabilità tanto gravi da dover fare tremare le vene ai polsi nei confronti della collettività, ma, anche, al fatto che non abbiamo una reale identità nazionale.

Non ci sentiamo Italiani perché nella realtà dei fatti storici la vera unità nella fraternità non si è mai fatta e, peggio, non ci sentiamo Siciliani perché l’identità siciliana è stata progressivamente quasi cancellata. Ecco allora che lo stato italiano può permettersi di scippare regolarmente la Sicilia delle sue risorse in violazione degli accordi del 1946 senza che il siciliano medio lo sappia perché i suoi politici se ne infischiano, basta che “manciano” loro e chi se ne frega se poi non ci sono i soldi per i precari, giusto per fare un esempio che fa più male di quello dei randagi.

Senza identità, senza senso di appartenenza ad una famiglia nazionale, ad un popolo, non abbiamo mai realmente avuto, come elettori, come amministratori, come politici, come statisti, nessun sentimento di amore verso ciò che ci circondava e senza amore la regola per operare è diventata per tutti il tornaconto personale individualistico.

Chi vuole cambiare le cose? Chi pensa che nell’amore per il prossimo, per l’ambiente, per la nostra terra di Sicilia può trovare motivo di entusiasmo, ragione di gratificazione personale, spinta per rendersi utile e legare la propria storia personale alla storia del popolo cui appartiene? Chiunque senta dentro di se questa spinta, questa voglia, questo amore, si faccia avanti.

Il tempo del disinteresse, del delegare agli altri, del pensare che la politica è sempre e comunque sporca e che tanto non cambierà mai nulla, deve finire. Se non ci riusciamo siamo perduti. Lasceremo ai nostri figli un deserto economico, sociale e politico peggiore di quello in cui abbiamo vissuto noi. Non se lo meritano.

C’è da pensare la Castelvetrano di domani e rabbrividiamo al pensiero che lo facciano le solite persone, ammesso che si pongano il problema (vabbe’… ).

Vogliamo provarci noi ed abbiamo bisogno del contributo degli uomini e delle donne di buona volontà.
A presto, dunque!

Paolo Scaglione
Meetup Castelvetrano – Selinunte