Ulteriore passo avanti per il riconoscimento dello stato di calamità naturale per gli uliveti per l’anno appena trascorso. Stamattina presso l’Assessorato regionale all’agricoltura si è tenuto un incontro tra una delegazione della Consulta agricola, formata da Enza Viola e Nicola D’Aguanno, il dirigente generale dell’Assessorato, Dario Cartabellotta, l’onorevole Toni Scilla (della segreteria particolare dell’assessore) e Felice Crescente, dirigente dell’Ipa Trapani. L’incontro è servito per fare il punto sulla questione: entro venerdì si avranno i riferimenti precisi delle particelle dei terreni per le quali sarà chiesto lo stato di calamità. Dopo questo passaggio, la proposta dovrebbe approdare in Giunta regionale per poi passare al Ministero.

Tramite il patronato Enas, sono più di 200 le segnalazioni di danni per calamità naturali presentate all’Ufficio Intercomunale agricoltura di Castelvetrano. Il raccolto quest’anno è stato decimato per le eccessive piogge cumulate da settembre 2018 fino al 31 maggio 2019; l’umidità ha determinato il diffondersi di diverse malattie fungine come l’occhio di pavone e la piombatura delle foglie degli uliveti, malattie che si sono manifestate in primavera con defogliazione, ingiallimento e caduta delle foglie compromettendo inevitabilmente la produzione.

Le piogge persistenti , l’umidità  relativa e le temperature fredde verificatesi nella seconda e terza decade del mese di maggio di quest’anno, durante la fase fenologica della fioritura e allegazione (fase iniziale dello sviluppo dei frutti successiva alla fioritura), hanno ostacolato l’atto fecondativo, con poca mobilità del polline e scarsa ricettività dell’ovario del fiore e procurato, da un primo bilancio, la riduzione della produzione olivicola quasi del 70% rispetto all’annata agraria dello scorso anno.