Essepiauto

Nessun campo spontaneo di migranti in contrada Erbe Bianche a Campobello di Mazara nascerà quest’anno per la campagna olivicola. La Prefettura di Trapani ha dettato la linea da seguire in vista di quanto potrà succedere nelle prossime settimane a Campobello di Mazara, dove oramai da anni si registra l’arrivo massiccio di migranti economici pronti ad accamparsi, in capanne di fortuna, nella zona dell’ex baraccopoli.

Niente campi, dunque, nemmeno quello che il Comune lo scorso anno allestì nell’ex oleificio «Fontane d’oro», spendendo quasi 60 mila euro per docce, reti di protezione e servizi. Il Prefetto Darco Pellos nei tavoli tecnici (sia per l’ordine pubblico che per il lavoro nero e caporalato) ha ribadito che non è più percorribile neanche l’ipotesi della realizzazione di un campo temporaneo d’accoglienza, come quello che si era allestito nell’ex opificio confiscato alla mafia e ora acquisito al patrimonio del Comune. L’unica soluzione percorribile rimane, dunque, quella che i migranti siano ospitati dalle aziende agricole che l’assumeranno.

Giovedì sera al Comune di Campobello di Mazara si è tenuta una prima riunione convocata dal sindaco Giuseppe Castiglione, alla quale hanno partecipato, tra gli altri, rappresentanti di quasi 30 aziende del territorio. «Un buon segnale di partecipazione e collaborazione» ha commentato il primo cittadino. «L’ipotesi che le aziende agricole possano ospitare in tutta sicurezza e per un periodo breve (non oltre 30 giorni) i migranti lavoratori è confortato dal Testo unico della sicurezza – ha ribadito Felice Crescente, dirigente dell’Ufficio provinciale del lavoro – che consente l’installazione nei propri terreni di strutture precarie, come tende da campo e strutture in legno, purché siano garantiti i servizi igienici e la corrente elettrica».

Su questa direzione c’è anche la disponibilità dell’Ente bilaterale agricolo trapanese (che vede insieme sindacati confederali e associazioni di categoria) pronto a erogare un contributo di 4 euro al giorno alle aziende agricole per ogni lavoratore che assumeranno in regola. A Campobello di Mazara ci si prepara, dunque, alla campagna olivicola e alla presenza dei migranti lavoratori. Lo scorso anno la questione fu chiusa con l’abbattimento – pala meccanica in azione sotto gli occhi delle Forze dell’ordine – di tutte le capanne che erano state costruite nell’accampamento di contrada Erbe Bianche. L’intervento avvenne quando già il campo era stato quasi tutto abbandonato, dopo il periodo di maggiore affluenza dove si contarono più di 1.500 migranti accampati tra sporcizia, bazar e macellai abusivi. Lo scorso anno lo sforzo (economico) del Comune e l’impegno della Prefettura nel garantire 250 stalli in sicurezza (con servizi igienici) nell’ex oleificio «Fontane d’oro», non fu riconosciuto dagli stessi migranti (anche quelli con un contratto regolare di lavoro) che scelsero di continuare a dormire nell’accampamento di contrada Erbe Bianche in condizioni precarie. Dopo l’abbattimento delle capanne lo scorso anno, toccherà sempre al Comune provvedere alla bonifica della zona. Si dovranno togliere i rifiuti, separarli per tipologia, compresi quelli speciali. E ci sarà anche da ripulire le grotte archeologiche della media età del bronzo scoperte durante alcuni scavi di poco più di dieci anni fa, alcune delle quali trasformate in discarica a cielo aperto.

di Max Firreri
per Giornale di Sicilia