Essepiauto

Pubblichiamo di seguito la lettera aperta di Martina Rizzo, alunna di una quinta professionale dell’istituto “GB Ferrigno” di Castelvetrano.

Non riesco a trovare un solo termine che possa rappresentare la situazione che c’è al momento a Castelvetrano. Per non parlare delle persone, che si vedono portare via pezzi della propria città senza fiatare, senza farsi sentire. A definire loro, invece, ci pensa un solo termine, una sola parola. L’essere annichiliti.

L’essere annullati completamente da loro stessi. Come si fa a non lottare per una cosa nostra? Come si fa, davanti alla rovina, non aprire bocca? Perché, invece, chi apre bocca molto spesso davanti ai giornalisti è ignorante? E se, per puro caso, si decidesse di intervistare qualcuno con carattere, che sappia dire le cose come stanno, lo si taglia fuori? Si ha paura dell’intelligenza forse? Si ha paura di ascoltare chi dice la verità?

Qui c’è gente che gioca con il nostro futuro. Gente che ci usa per farsi un nome. Gente che dice di praticare legalità, quando io di legalità non vedo tanto, vedo solo affari politici e chi deve arrivare per prima in alto. Siamo persone, non simbolo di arricchimento, non simbolo di fama. Vi fate belli voi e i vostri nomi, buttando noi in rovina, buttando fango sulla nostra Castelvetrano. Non dateci colpe che in realtà non abbiamo. Non spezzate ali a noi giovani, che l’unica colpa che abbiamo è quella di voler volare. I vostri sbagli di oggi, saranno i nostri problemi di un domani.

Castelvetrano si sta annullando, perché voi, gente dei piani alti la state annullando. Castelvetrano è piena di cose belle e voi sapete guardare solo il marcio, il vecchio marcio che c’era e che adesso in realtà non c’è più. Fate risaltare il bello che c’è qui. Non abbiamo bisogno di locali chiusi, persone rovinate, buche in mezzo la strada, luci spente e spazzatura ovunque. Abbiamo bisogno di locali aperti dove andarci a divertire con gli amici, persone felici con il proprio lavoro che portano soldi a casa, strade lisce dove le macchine tornino a camminare senza alcun danno, luci che ci permetteranno tranquillamente di tornare a casa sicuri e salvi, spazzatura in ceste e quindi strade pulite ed aria buona da respirare.

E aggiungo, un ospedale, dove quando si sta male, ci attenda con le miglior cure e non con la morte.