Tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo sognato di sbarcare il lunario grazie ad un investimento azzeccato in borsa. Magari dopo aver visto uno dei film a tema proposti dall’industria cinematografica a Stelle e Strisce. Quel che è certo è che al mondo migliaia di investitori decidono di darsi alla borsa per far rendere i risparmi un po’ di più. Per guadagnare senza dover sudare. Prima di investire in borsa, però, bisogna imparare tante cose. Innanzitutto sul proprio carattere, soprattutto se ci si imbatte in un titolo pronto a crollare. Ma cos’è la Borsa?

La Borsa Valori è un mercato organizzato e regolamentato in cui si acquistano e si vendono strumenti finanziari e valute. Gli strumenti finanziari (o titoli finanziari, o prodotti finanziari) sono obbligazioni e azioni. Le prime rappresentano debiti di istituzioni o di imprese. Le seconde rappresentano, invece, quote del capitale delle imprese quotate in Borsa. Altri titoli quotati e scambiati in Borsa sono i cosìddetti derivati, come futures, opzioni e covered warrant. E poi ci sono gli Etf, e cioè quote di fondi indice scambiabili come fossero azioni.

La Borsa Valori, quindi, non è più un luogo fisico, ma un sistema elettronico costituito da una unità centrale, da una rete di trasmissione dei dati (principalmente orini di acquisto e di vendita) e da un insieme di terminali da cui operano gli intermediari finanziari. Chiunque voglia investire in borsa, deve essere un intermediario o agire tramite un intermediario.

In pratica la Borsa Valori mette in contatto chi hai ha risparmi con chi ha bisogno di quei risparmi per investire in attività economiche. Investire in Borsa vuol dire cioè veicolare il denaro dei risparmiatori verso gli emittenti dei titoli finanziari. In questo senso la Borsa Valori è un segmento del più ampio sistema.
In questo modo, attraverso la regolamentazione della Borsa e l’attività di sorveglianza sul rispetto dei regolamenti, si favorisce il corretto e sicuro esito degli scambi, in modo da attrarre sempre più emittenti e risparmiatori.

In Italia c’è la Borsa di Milano, o anche Piazza Affari, che detta gli orari apertura e chiusura Borsa italiana. Questa è composta dal mercato telematico azionario, a sua volta suddiviso in altri due segmenti: il mercato primario e quello secondario. Sul primo vengono negoziati i titoli di nuova emissione, sul secondo i titoli già in circolazione. 
In borsa, però, vengono scambiati anche altri titoli finanziari. Sul mercato SEDEX, ad esempio, vengono scambiati covered warrant e certificates. Sul MOT vengono scambiate le obbligazioni. Gli Etf e i derivati cartolarizzati vengono scambiati su ETFplus. Sul mercato IDEM si possono scambiare i contratti futures e i contratti d’opzione aventi come attività sottostante indici e singoli titoli azionari.

Sul mercato After Hours, invece, è possibile negoziare dopo la chiusura di borsa, ma solo per quanto riguarda azioni, covered warrant e certificates.
Quando si investe in Borsa c’è da tenere in considerazione l’importanza degli indici che sono di solito medie ponderate di un paniere di titoli che in quella borsa vengono trattati. Gli indici rappresentano sinteticamente l’andamento di un mercato o di una parte di esso, e permettono di capire come stanno andando le cose quasi a colpo d’occhio.

Inoltre, servono anche come punto di riferimento per valutare i risultati di una strategia di investimento o di una gestione di un portafoglio. In questo frangente vengono chiamati benchmark. In borsa gli indici piàù importanti che condizionano la finanza mondiale sono il Down Jones, Nasdaq Composite e S&P 500, tutti titoli americani.
Il Down Jones Industrial Average è figlio del lavoro di Charles Dow, che gli diede la luce nel 1896. Adesso è composto dai 30 titoli industriali a maggiore capitalizzazione. All’inizio erano 12. Il Nasdaq è l’indice dei principali titoli tecnologici della borsa americana. In realtà di indici Nasdaq ce ne sono tre, il Nasdaq Composite, il Nasdaq 100 e il Nasdaq Biotechnology Index. Il più importante è il Nasdaq Composite.
Per quanto riguarda S&P 500, invece, questo è stato realizzato nel 1957 dall’agenzia di ricerche e analisi finanziarie Standard & Poor’s. L’indice è composto dalle 500 aziende Usa a maggiore capitalizzazione quotate al New York Stock Exchange, all’American Stock Exchange e al Nasdaq. Altri indici importanti a livello mondiale sono il giapponese Nikkei 225, il tedesco Dax 30, e l’indice della borsa di Shangai.
Per quanto riguarda la borsa italiana, l’indice FTSE MIB è l’indice azionario più importante, composto dalle 40 società italiane a maggiore capitalizzazione quotate sul mercato telematico azionario (MTA).
La quotazione in borsa, quindi, consiste nell’offerta al pubblico degli investitori dei titoli di una società che intende quotarsi in borsa, e cioè avere i propri titoli trattati regolarmente su quel mercato. E’ una operazione molto complessa per l’impresa, che solitamente si fa aiutare da un intermediario finanziario accreditato.
La quotazione può avvenire in tre modi: con azioni di nuova emissione con offerta pubblica di sottoscrizione; con azioni già esistenti ed offerta pubblica di vendita; con azioni di nuova emissione e già esistenti con offerta pubblica di vendita e di sottoscrizione.