Essepiauto

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“Io voto Matteo Messina Denaro”. Qualcuno ha pensato di creare questo gruppo, sul noto social network, facebook, con oltre settanta iscritti, pronti ad osannare pubblicamente il super boss latitante di Castelvetrano.

C’è chi scrive, come Stefano Di Paola: ”Scelta estrema, ma condivisibile, visto il risultato ottenuto da tutti questi buffoni”. C’è chi come un certo Leonardo Cucchiara scrive: “Sicuramente ci sarà rispetto”.

Ad osannare il boss sono giovani studenti, liberi professionisti o pensionati, che vedono Matteo Messina Denaro, uno dei latitanti più pericolosi al mondo, come un uomo che ha dato e dà lavoro. Secondo quanto si dice in giro a Castelvetrano, le recenti vicende legale alla gruppo 6 Gdo, la grossa catena dei supermercati “Despar”, sotto amministrazione giudiziaria dal 2007, che vede a rischio licenziamento parecchi dipendenti, ha fatto aumentare la sfiducia da parte della gente, che trova nello Stato incapacità di mantenere i livelli occupazionali.

Per non parlare dei profili, oltre dieci, con scritto: “Lavoro presso Cosa Nostra o la Bella Vita” e link dove si legge: “Meglio una vita da carcerato che da pentito”. O, ancora: “Perdonare è bello, ma vendicarsi è divino”. Sulla vicenda è intervenuta Sonia Alfano, eurodeputato presidente della Commissione Antimafia europea.

Meglio vivere da persone libere che essere prigionieri della mafia e dei suoi miraggi. Cosa nostra e i suoi pseudo-eroi sono una prigione che impediscono ai giovani di costruirsi un futuro. Bisogna evitare di cadere anche nelle trappole di chi, in modo fintamente ironico o goliardico, inneggia a Matteo Messina Denaro o ad altri capimafia. Ormai è chiaro a tutti che in Sicilia – conclude Sonia Alfano – come in Europa, si può vivere una vita liberi dalla mafia. Il mio ruolo è anche quello di stimolare le istituzioni dello Stato italiano a gestire in modo economicamente produttivo i beni confiscati ai boss.

A Castelvetrano, negli ultimi anni, stati fatti notevoli passi avanti nella formazione di una coscienza civile e democratica contro la mafia, soprattutto nelle scuole, con una sana educazione alla legalità. Il dirigente scolastico, Francesco Fiordaliso, conosciuto da tutti come il preside “ Antimafia”, settimanalmente organizza convegni di alto spessore culturale, come presentazione libri o quant’altro possa inculcare ai suoi studenti la parola ‘Legalità’.

Se da una parte un’imprenditrice coraggiosa dice no al pizzo e quattro miei studenti denunciano il tentativo di rapinare un bancomat – ha dichiarato Fiordaliso – dall’altra assistiamo al proliferare di siti che, apertis verbis, inneggiano a Matteo Messina Denaro, considerato, come Giuliano, vittima del sistema, se non un vero e proprio perseguitato, un uomo d’onore con gli attributi che dà lavoro alla sua gente abbandonata dallo Stato. Matteo Messina Denaro non è un padre, un marito, un parente che possa, in qualche modo, essere onorato e rispettato, o, addirittura, venerato. Perciò – conclude il preside – tutte le persone per bene, anche quelle a lui legate da vincoli di sangue, devono prendere in modo chiaro e inequivocabile le distanze da lui, altrimenti vanno considerate suoi complici.

“Bisogna colpire – ha detto il senatore Giuseppe Lumia – Matteo Messina Denaro e i suoi fiancheggiatori, verificando il livello di collusioni di questo vergognoso consenso. Nessuno giochi con il fuoco, la mafia è un male e con il male non si scherza”.

Anche il Sindaco di Castelvetrano, Felice Errante, venuto a conoscenza di questo gruppo su facebook ha detto la sua.

Mi stupisce apprendere che nella mia città – ha detto il primo cittadino – o nel circondario ci possano essere persone, anche poche, che aderiscano a tale gruppo, che inneggia ad un criminale, quale che sia l’intendimento di coloro che hanno creato questa pagina sul famoso social network, condanno con fermezza tale scelta, poiché ritengo offensivo e di cattivo gusto associare un’espressione di libertà, come quella del voto, ad un esponente della mafia.