chet baker castelvetranoForse non tutti sanno che tra gli anni ’70 e ’80 Castelvetrano fu teatro di eventi musicali jazzistici a livello mondiale. Al Circolo della Gioventù, in collaborazione col Brass Group di Palermo, e alla discoteca Tramp che si trovava in Via IV Novembre, si esibirono in quegli anni dei mostri sacri come Gerry Mulligan, Giorgio Gaslini, Romano Mussolini, Franco Cerri (il famoso uomo in ammollo) Yosuke Yamashita, Irio De Paula, Il Perigeo, Enrico Intra, Chet Baker e tantissimi altri nomi di primissimo piano.

E a proposito di Chet Baker, mi è venuto in mente un aneddoto che mi vide involontario protagonista. Era una sera d’inverno credo del 1977 o 78 (non ricordo esattamente l’anno), alla Discoteca Tramp doveva esibirsi il famoso ed estroverso musicista idolo degli appassionati di jazz di tutto il mondo. L’orario previsto era le 18,00 e il locale era già affollato.

Passarono i minuti, le mezz’ore e le ore ma di Chet Baker e del suo gruppo non vi era traccia e nemmeno notizie (non esistevano i cellulari), La gente, delusa, cominciò a sfollare, io mi soffermai a chiaccherare con qualche amico e attorno alle 21,45 me ne andai. Salendo nel corso notai fermo davanti l’ex cinema Palme un minibus giallo. Distrattamente guardai dentro e tra gli occupanti riconobbi lui, Chet Baker!

Bussai timidamente al finestrino dell’autista e gli chiesi come mai tutto quel ritardo, gli dissi che la gente spazientita dopo avere tanto aspettato era andata via. Mi spiegò con la massima naturalezza che si era smarrito ed era arrivato in quel momento e se anzi fossi così gentile da salire e accompagnarlo al locale. Ovviamente accettai con entusiasmo (non è da tutti viaggiare con Chet Baker anche se per poche centinaia di metri!), salutai e il maestro stravaccato sul sedile ad occhi socchiusi rispose con una specie di grugnito. Arrivammo al Tramp dove ancora c’erano una decina di persone che sorseggiavano qualcosa al bar.

Quando entrò il trombettista e il suo gruppo, tutti pensammo che non si sarebbe esibito, data la mancanza di pubblico. Macchè! I musicisti presero posto, tirarono fuori gli strumenti e dopo un breve solfeggio attaccarono a suonare esibendosi per noi pochi fortunati. Non dimenticherò mai la classe, lo stile, la bravura, la professionalità di Chet Baker che suonò con la stessa intensità che avrebbe usato se si fosse esibito al Metropolitan di New York! Suonò per oltre due ore, incantandoci con il suo repertorio, da My Funny Valentine a Autumn Leaves, da Almost blue e Summertime e tanti altri capolavori. Lo fissavo affascinato a un metro di distanza, suonava ad occhi chiusi con l’espressione del viso assente e quasi stanca.

Parlava solo per annunciare i titoli dei brani. In quel periodo l’artista stava disintossicandosi dall’eroina di cui faceva abuso, e ricordo che nelle pause andava al bar a bere delle enormi tazze di caffelatte (ne contai 7…). Sempre durante una pausa, il compianto Lilly Rosolia, anche lui presente, si avvicinò al batterista e gli chiese se gli poteva concedere l’onore di accompagnare per qualche brano il maestro alla batteria. Lo strumentista informò Baker del desiderio di Lilly e con un cenno del capo acconsentì! Quella fu una serata indimenticabile, sia per me che “accompagnai” il grande Chet Baker, e soprattutto per l’amico Lilly Rosolia che ebbe l’onore di suonare con il grande Chet Baker!

Chet Baker morì ad Amsterdam il 13 maggio 1988, cadendo da una finestra, probabilmente sotto l’effetto della droga di cui aveva ripreso a fare uso.