posidonia selinunteSecondo la giurisprudenza della Corte di Cassazione i sedimenti dragati sono rifiuti. Restando alla destinazione dei materiali dragati, cioè quelli esposti in bella vista sulla spiaggia compresa tra i due moli, la loro immissione/refluimento in mare, puo’ essere autorizzata solo qualora i materiali presentino caratteristiche chimiche, fisiche e microbiologiche, analoghe al fondo naturale, e che non presentino positività ai test ecotossicologici.

L’idoneità del materiale dragato viene verificata mediante apposite analisi da effettuare nel sito prima del dragaggio sulla base di metodologie e criteri stabiliti con apposito decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. Per capirci meglio, la massa putrefatta collocata sulla spiaggia in questo momento, è lontana anni luce da quella che è la definizione di Posidonia spiaggiata, spiaggiata si… ma dal moto ondoso e non dalle ruspe.

Ciò che è presente è fango di dragaggio del porto, tutt’altra cosa, potenzialmente inquinante. La domanda nasce spontanea, prima di effettuare il dragaggio e lo spostamento dei fanghi sulla spiaggia, cosa vietata, sono state eseguite tutte le analisi stabilite per legge? E se è si, per evitare ulteriori polemiche, sarebbe necessario renderle pubbliche. In caso contrario, spero non sia così, chi di competenza dovrà assumersi tutte le responsabilità del caso.

Francesco Bongiorno – Forza Italia