«La figura di don Pino Puglisi è un punto di riferimento forte e deve rappresentare un modello di impegno sociale per la chiesa cristiana, chiamata a svolgere un ruolo di frontiera in difesa soprattutto delle fasce sociali più deboli.

Padre Puglisi è stato infatti un sacerdote carismatico e un uomo eccezionale, vissuto in mezzo alla gente e capace di farsi interprete delle istanze, dei problemi e delle speranze degli ultimi e degli emarginati».

Questo il messaggio appassionato lanciato dal presidente del Lions club di Castelvetrano-Selinunte, Tommaso La Croce, nell’ambito del convegno “Lasciate che i bambini vengano a me – Padre Pino Puglisi, una guida certa”, che si è tenuto mercoledì scorso (26 maggio), nell’aula magna del Liceo Classico “G. Pantaleo” a Castelvetrano.

ragazzi di Brancaccio

Il Convegno è stato promosso dal Lions di Castelvetrano-Selinunte ed ha voluto rappresentare un momento di riflessione, rivolto in modo particolare ai giovani, con l’obiettivo di celebrare la memoria del parroco palermitano, esempio di vita e di impegno sociale, attraverso il suo metodo di formazione alla legalità basato sull’integrazione tra evangelizzazione e azione educativa.

Ad aprire i lavori dell’incontro è stato il dirigente scolastico prof.ssa Gaetana Maria Barresi. Sono intervenuti don Baldassare Meli, gli operatori del centro di accoglienza “Padre Nostro”, i fratelli di don Pino Puglisi, Gaetano e Francesco, e il presidente del centro di accoglienza Padre Nostro, Maurizio Artale.

L’assessore Filippo Inzirillo ha portato i saluti dell’Amministrazione comunale castelvetranese.

«Col suo martirio – ha aggiunto Tommaso La Croce – padre Puglisi ha sottoscritto quella grande opera che è stata la sua vita e che deve rappresentare un esempio per tutti, soprattutto per quanti all’interno delle istituzioni, sia civili che religiose, hanno precise e indeclinabili responsabilità e doveri sociali nei confronti della collettività e, in maniera particolare, dei giovani. Come don Puglisi – ha aggiunto – ciascuno di noi ha la grande e irripetibile opportunità di fare della propria vita una grande opera anche a costo di doverla, come ha fatto lui, sottoscrivere col sacrificio più estremo».

Un momento particolarmente toccante e carico di emotività è stato quello in cui Tommaso la Croce ha abbracciato i ragazzi di Brancaccio utenti del centro “Padre Nostro” dopo che gli hanno omaggiato una litografia di Pippo Madè raffigurante don Puglisi. A chiusura dei lavori il presidente del Lions ha rivolto un sentito ringraziamento a tutti gli intervenuti, auspicando la possibilità di realizzare, assieme a Maurizio Artale, un centro di accoglienza anche a Castelvetrano dove non mancano situazioni di emarginazione simili a quelle di Brancaccio.

Tommaso La Croce ha infine lanciato ai presenti l’appello di ricordare ogni giorno le straordinarie parole di Giovanni Falcone: «Occorre compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perché è in ciò che sta l’essenza della dignità umana».

Comunicato stampa – Lions Castelvetrano