Alla fine di quest’anno tremendo, con le immagini pietose di quelle bare portate via dai mezzi militari nel mese di marzo a Bergamo, immagini che ci resteranno impresse per sempre, con il viso dei sanitari distrutto dal superlavoro, dovuto all’emergenza del Covid e con l’incubo di questo maledetto virus che miete ancora vittime,
ci chiediamo dov’è più lo spirito sereno del Natale, se si avverte ancora forte quell’aria religiosa, quasi magica, che s’infonde anche tra i più laici, se si sente ancora quel sentimento di empatia che ci prende in questo periodo e che ci apre agli altri, capace perfino di cambiarci.


Un Natale diverso per tutti, questo del 2020, con il solo obiettivo di riscoprirne il valore.
Perciò niente eventi spettacolari o cenoni sfrenati e abbondanti. Per quanto il giro tra i negozi sia la parte più apprezzata del frenetico periodo natalizio, quest’anno evitare la confusione è necessario per prevenire i contagi, ma in tanti pensano pure di rinunciare allo shopping.
Sarà un Natale diverso, arriva sicuramente in un periodo molto triste.
Ci saranno alcune famiglie che non potranno ricongiungersi, mentre per tante altre il Natale non sarà più lo stesso, non ci sarà più la luce sempre accesa, poiché manca qualcuno e molte sedie a tavola saranno vuote.
Allora questa festa ci farà riflettere di più sul suo vero significato. E come durante la quarantena le famiglie hanno apprezzato il tempo speso in casa condividendo le piccole cose, adesso e in tal senso le stesse potranno vivere le festività tanto attese, ormai alle porte.
Quest’anno, nonostante l’attuale situazione in cui si ritiene sia meglio non incontrarsi, come si è fatto nei trascorsi periodi natalizi, l’associazione “Progetto Triscina” vuole dare ugualmente un senso a questo Natale.
Sempre nella chiesetta di Triscina si è realizzato un piccolo presepe che i soci e gli abitanti della borgata potranno visitare durante le ore della messa rispettando le norme ed evitando gli assembramenti.
Sarà pur sempre un bel momento da condividere per dire che Triscina non è abbandonata e che noi non la dimentichiamo neanche d’inverno.
Anche se quest’anno le festività non sono state secondo le nostre aspettative per cui non è stato possibile svolgere la sesta edizione di un “Natale speciale”, evento di luce e speranza per la borgata, la nostra associazione cerca di infondere ugualmente un po’ di aria natalizia e, per quanto possibile, conferma la sua presenza sul territorio continuando a manifestare gesti di solidarietà.

“Sarà un Natale diverso, afferma il presidente Danimarca, ma questo non ci impedisce di scambiarci gesti di affetto che servono a sorprendere, a strappare un sorriso e far contenti i bambini o aiutare chi è in difficoltà, chi spesso viene dimenticato, chi vive ai margini.
Nel Natale di un anno così difficile, vogliamo ribadire con gioia la nostra vicinanza ai piccoli ospiti della comunità alloggio “Il Gabbiano” che abitano nei locali della parrocchia Santa Lucia, l’amata comunità del compianto don Meli e vogliamo pure sentirci vicini alla Caritas di San Giovanni.
Ai ragazzi della comunità abbiamo donato indumenti, giocattoli, pasticceria tipica, panettoni e dolciumi vari, mentre dei pacchi contenenti viveri di prima necessità, sono stati consegnati alla Caritas, il cui responsabile, signor Calabrese, penserà a distribuire giorno 22 dicembre ad alcune famiglie bisognose.
Ritengo che sentirsi parte di una comunità è anche un dono e che la solidarietà, oltre ad aiutare a stare meglio, è un segno di unità”.

Francesca Mandina Addetto stampa
Associazione ProgettoTriscina