Parlare di filosofia per bambini può sembrare un’idea stramba per la gente comune; pensare alla filosofia nella scuola dell’infanzia può sembrare persino assurdo. Cosa può la filosofia per i bambini? Il progetto pedagogico che va sotto il nome di Philosophy for children nasce negli anni ’70 per opera di Matthew Lipman, fondatore dell’Institute for the Advancement of Philosophy for children, Montclair State University, New Jersey, USA.

Lipman, allora professore di logica alla Columbia University, si era confrontato con notevoli difficoltà didattiche. Alla maggioranza dei suoi allievi la logica risultava oscura e complicata. Il motivo di tali carenze era rintracciabile nel fatto che nel loro curricolo formativo c’era stato poco spazio per un esercizio critico e riflessivo del pensiero. Secondo Lipman, proprio la filosofia avrebbe dovuto essere riconosciuta come fondamentale risorsa educativa a tutti i livelli di istruzione.

Il pensiero del bambino è di per sé un pensiero filosofico. A partire dai tre-quattro anni, i bambini si pongono domande radicali intorno alle grandi questioni esistenziali della filosofia. Helene Schidlowsky, docente di filosofia all’Haute Ecole F. Ferrer a Bruxelles afferma che “già da piccolo il bambino si pone tutte le questioni filosofiche che sono dotate di un senso: intorno alla vita, alla morte, all’amore, al tempo, al pensiero….”

Gli adulti spesso bloccano questi interrogativi, che il bambino a poco a poco smette di porre. In questo modo però non lo si aiuta a dare un senso alla propria esperienza quotidiana. La filosofia è l’unica risposta adeguata che la scuola, sin dall’infanzia e dal primo ciclo, può dare, affinché da piccoli siano avviati a una sempre maggiore consapevolezza dei processi di pensiero che intervengono nella formulazione delle idee.

Fare filosofia fa eco proprio alla speranza che un altro mondo è possibile. In quest’ottica nasce “Filosofiacoibambini” che nel 2013, diventa progetto di Dottorato in Scienze della Complessità presso l’Università degli Studi di Urbino.

L’istituto comprensivo “Capuana Pardo” ha adottato questa sperimentazione. I destinatari del progetto sono le prime tre classi della scuola primaria e gli alunni di 5 anni della scuola dell’Infanzia. Insegnanti e genitori dei bambini coinvolti nei laboratori.

Quest’originale progetto nato in Italia nel 2008, consente il potenziamento di abilità cognitive trasversali nei bambini; linguaggio, capacità espressive, capacità di formare concetti, ragionamento, gestione delle emozioni, ascolto. La formazione dedicata agli insegnanti e ai genitori permette loro di gestire la dinamica del progetto sia in classe che a casa e rendere quotidiane le novità introdotte dall’approccio “Filosofiacoibambini”.” Da docente di filosofia, afferma la Dirigente Anna Vania Stallone, non posso che essere entusiasta ed estremamente curiosa dei risultati e delle ricadute del progetto sui bambini, il cui pensiero e atteggiamento risulteranno meno omologati e più critici e personali, consentendo, inoltre, all’Istituto Capuana/Pardo di essere annoverato tra le scuole dell’infanzia e primaria che già adottano in Italia e in Europa la sperimentazione”.

Addetto stampa I.C. Capuana Pardo” prof. Arianna Maniscalco